Il Compartimento della Polizia postale e delle Comunicazioni di Catania, coordinata dalla Procura Distrettuale etnea, sta conducendo un'operazione su vasta scala denominata "Operazione 12 apostoli". L'obiettivo è una setta religiosa fondata anni fa da un sacerdote ormai deceduto. Si contano all'incirca 5 mila adepti e quattro di essi sono stati arrestati con l'accusa di violenza e abuso su minori. È probabile che durante i loro anomali riti religiosi avvenissero delle sevizie ai danni di giovani vittime.

Quattro arresti: tre donne e un uomo

Da quanto riferiscono gli inquirenti, gli arrestati sarebbero tre donne e un uomo.

Quest'ultimo, Pietro Capuana, era ritenuto un "santone" nella comunità "Cultura ed Ambiente" di Aci Sant'Antonio, che gestiva ormai da 25 anni. Le donne, Fabiola Raciti (55 anni), Rosaria Giuffrida (57 anni) e Katia Scarpignato (48 anni), erano suo strette collaboratrici che adescavano ragazze minorenni e le plagiavano affinché partecipassero ai loro riti religiosi o a mistici riti spirituali. Attualmente, le tre donne si trovano agli arresti domiciliari, mentre l'uomo è stato condotto in carcere. L'operazione ha avuto inizio a partire dalla segnalazione di una madre che si era accorta degli strani atteggiamenti dei membri dell'associazione e ha consegnato alla polizia uno smartphone della figlia contenente alcune ambigue conversazioni.

Abusi sessuali in Italia

La notizia è trapelata due giorni dopo i terribili fatti di Milano, dove un manovale egiziano di 50 anni ha abusato di due bambine, una di 10 anni e l'altra di 11, nella casa in cui stava lavorando. Inoltre pochi giorni fa, sempre a Catania, sono stati coinvolti in una vicenda simile un pensionato di 67 anni e un ragazzino di 16. Secondo i dati del Telefono Azzurro circa il 60% degli abusi avviene in famiglia, mentre lo 0,07% coinvolge i membri del clero. Sebbene il numero di casi in Italia sia minore della media di altri paesi europei, come Francia e Gran Bretagna, il dato più allarmante è che molti di questi non vengono mai denunciati, per paura o per mancato sostegno di persone adulte che si facciano carico di questa responsabilità.

L'opinione pubblica continua a dividersi in merito a chi propone l'ergastolo per reati simili e chi invece sostiene di dover agire "curando" i pedofili mediante la castrazione chimica. In ogni caso, rabbia, indignazione e polemiche non bastano: è necessario vigilare e tutelare i soggetti più soli e deboli e non sorvolare o giustificare mai episodi di abuso e violenza, soprattutto nel nucleo familiare, l'ambiente in cui il minore dovrebbe sempre sentirsi protetto e amato.