Questa volta a tremare è Tokyo. Infatti il missile lanciato alle ore 5,57 locali dalla Corea del Nord, questa volta è finito a largo delle isole di Hokkaido, nella acque territoriali di Tokyo. Un missile particolarmente potente, visti i recenti rilevamenti da parte della Corea del Sud, che avrebbe percorso ben 2700 Km e che avrebbe fatto scattare i sitemi di allerta del Giappone.. Stando a quanto rilevato, si tratterebbe di un missile a lunga gittata già in grado di montare testate nucleari.

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Pyongyang: 'pronti ad affondare gli Usa'

Lancio al quale hanno fatto seguito le dichiarazioni del leader Kim Jong un. Il Rodong Sinmun torna infatti a minacciare gli USA e riporta alcune dichiarazioni del leader nordocreano affatto pacifiche, nelle quali si ribadisce con forza che "Pyongyang è pronta finalmente ad affondare gli Stati Uniti". Momento particolare per la Corea del Nord, che festeggia tra l'altro il 68esimo anniversario della sua Marina: occasione presa al volo dal leader nordcoreano per ribadire le intenzioni minacciose contro gli invasori di Washington.

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"Ormai siamo in grado di scagliare un pugnale nelle schiena degli Stati Uniti e di Seul", dichiara Kim Jong un, precisando che "se gli Usa commettessero l'errore di attaccare la Nord Corea verranno affondati senza alcuna pietà".

La risposta di Moon Jae-in

Non si è fatta attendere molto la risposta del presidente sudcoreano, Moon Jae in. Infatti il presidente non vuole stare con le mani in mano, e da quanto dichiarato nel briefing con il ministero della Difesa, sono cominciate già alcune operazioni militari "finalizzate ad aumentare le capacità di difesa della Corea del sud".

L'intento del presidente è anche quello di "passare immediatamente alle operazioni offensive", che scatterebbero nel caso Pyongyang oltrepassasse alcuni limiti e mettesse in serio pericolo Seul. Presidente sudcoreano che tuttavia aveva cercato la via del dialogo e della diplomazia, in accordo con Rex Tillerson, anche dopo il lancio dei tre missili balistici, ma che ora non può più nascondere la preoccupazione per una situazione che potrebbe sfuggire di mano a tutti.

Proprio ieri, infatti, i servizi segreti sudcoreani hanno dato la notizia che Pyongyang si starebbe preparando per un nuovo test nucleare, il sesto, finora.

Shinzo Abe: 'atto di estrema gravità'

Piuttosto preoccupato anche il premier giapponese Shinzo Abe, il quale ha definito l'ultimo lancio della Corea del Nord "un atto di estrema gravità e una seria minaccia per tutta la regione", assicurando pieno appoggio per qualsiasi tipo di intervento militare agli Stati Uniti e alla Corea del sud.

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Abe che a quanto sembra, subito dopo il lancio, ha parlato telefonicamente con Donald Trump, sottolineando che non è il momento del dialogo con Pyongyang, ma precisando che sarebbe un errore "allentare la pressione sulla Corea del Nord". Inoltre entrambi i leader hanno affrontato il tema della collaborazione di Russia e Cina, ormai divenuta fondamentale nella questione diplomatica nordcoreana.

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