Giuseppe sta facendo di tutto per liberare Iceberg, la Dogo Argentina finita nel braccio della morte nella capitale danese. Su Facebook sono numerosi gli appelli che chiedono la liberazione del cane perché possa tornare a casa dal suo padrone.
I fatti
A fine marzo Giuseppe Perna, di Avellino, si era trasferito a Copenaghen con la compagna incinta per lavorare come cuoco durante l'estate e si era portato con sé anche la sua cagnolina Iceberg di due anni. Dopo un paio di mesi, Iceberg viene coinvolta in una lite con altri cani durante la quale, nel tentativo di separarli, una persona viene accidentalmente graffiata (nel rapporto della polizia locale si tratta di una ferita superficiale di 3 millimetri).
In un secondo momento le autorità danesi sequestrano Iceberg perché segnalata come "razza ritenuta pericolosa". In Danimarca, infatti, vige la Breed Specific Legislation, una legge specifica per alcune razze di animali domestici, che limita o proibisce il mantenimento di queste, ritenute pericolose per l'uomo. Tra queste, c'è anche il Dogo Argentino.
Giuseppe comincia, quindi, una lunga battaglia legale, tra polizia, canile e ambasciata, appoggiato dall'Enpa (Ente nazionale protezione animali) e dalla comunità nazionale. A giugno l'ambasciatore danese in Italia, Erik Lorenzen, aveva annunciato su Twitter che Iceberg sarebbe potuta tornare a casa, senza alcun problema. Ad oggi, Iceberg si trova ancora nel braccio della morte, rischiando la vita, perché il comandante della polizia di Stato danese è in vacanza e non può prendere visione dell'appello per richiederne il rilascio.
Errore umano
Iceberg è nata e cresciuta in Italia e, al momento della partenza, Giuseppe aveva provveduto a completare tutte le carte per il trasferimento del cane in un altro paese. Il 30 marzo, Iceberg viene tranquillamente imbarcata nel volo da Roma a Copenaghen e, alla dogana danese, passa tutti i controlli. Nessuno, quindi, informa Giuseppe della presenza di una legge che vieta la presenza del Dogo Argentino in Danimarca. Iceberg si trova, quindi, in canile rischiando l'abbattimento, perché le autorità non hanno dato le informazioni necessarie all'entrata nel paese. Giuseppe è pronto a lasciare il lavoro e tornare in Italia, pur di avere indietro la sua dolce compagna di viaggio, ma la polizia danese non sembra voler dare retta alle numerose richieste di indulgenza.