Che nel giro della “Bologna bene”, una parte abbastanza consistente tirasse di cocaina era noto da tempo, meno che anche ai piani nobili dei palazzi del centro storico e nelle ville sulle colline circostanti le Due Torri andasse di Moda fumare gli spinelli con l’hashish. Sì, proprio come fanno tanti giovani studenti in piazza Verdi, nel resto della zona universitaria e nella Montagnola dove prolifera ogni giorno lo spaccio delle droghe cosiddette leggere.

Per sei italiani e uno di origine marocchina pene da uno a cinque anni

Ma stavolta il giro di coca e hashish è stato certificato da una serie di importanti indagini che hanno messo al muro sei spacciatori italiani e uno di origini marocchine i quali hanno sostanzialmente ammesso le loro colpe patteggiando pene tra un anno e mezzo e cinque anni davanti al Gup Grazia Nart. Il patteggiamento è l’applicazione della pena su richiesta delle parti richiesta al giudice nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, oppure di una pena detentiva che, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non superi i cinque anni.

Si spera che finalmente venga rispettata quella che in Italia spesso viene tralascita, ovvero la certezza della pena e che dunque i cinque anni vengano effettivamente scontati o almeno quasi e non si trasformino in uno o due anni e l’uscita poi per buona condotta

Nell'ambito dell'inchiesta, trovata anche tanta droga sintetica

L'inchiesta nacque nel 2016 come una costola di altre due indagini contro il consumo continuamente in aumento di droga che erano state concluse fra il 2015 e il 2016: la prima e più importante fu quella che si sviluppò attorno al calabrese Francesco Ventrici, che da tempo è considerato uno dei massimi importatori in Europa di cocaina dal Sud America, in particolare dalla Colombia, dove aveva contatti molto in alto con i vertici dei narcos che controllano ancora interi territori dove nemmeno l’esercito riesce a entrare per cercare di estirpare un fenomeno che arreca danni a tutto il mondo.

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La “coca” non si tira solamente a Bologna, ma in tutte le grandi e medie città d’Italia e del mondo, a cominciare dagli Stati Uniti dove ne fanno e ne hanno fatto uso ed abuso attori e cantanti. La seconda indagini permise di trovare e sequestrare che portò al sequestro una notevole quantità di droghe sintetiche, non meno pericolose della cocaina e dell’hashish, destinate proprio a Bologna.

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