E’ stata un’estate terribile per Gessica Notaro, ex addetta all’addestramento dei delfini nell’Acquarium di Rimini. Dopo aver lasciato il fidanzato proveniente da Capo Verde Edson Tavares, ha dovuto subire i suoi attacchi visto che costui non aveva assolutamente accettato la separazione. L’uomo prima l’ha sfiancata con continue telefonate e diverse azioni di stalking poi, non contento, l’ha aggredita gettandole addosso dell’acido che le ha deturpato in parte il viso e tuttora ne mette in pericolo la vista a un occhio.

Per fortuna, l’ex fidanzato è stato arrestato. E adesso si stanno celebrando i processi, due entrambi autonomi uno dall’altro, uno per stalking e uno per il gesto violento nei confronti della donna, solamente uno di un’estate che ne ha registrati tanti compreso lo stupro di gruppo sempre a Rimini, di notte a Miramare, nei confronti di una turista polacca e di una transessuale peruviana.

Per lo stalking, chiesti 9 anni di carcere e per il gesto violento con l'acido 12

Ma veniamo alla situazione dei processi contro Tavares.

Per quanto riguarda l’accusa di stalking, c’è una richiesta di condanna a nove anni di carcere da parte del pubblico ministero. In quello che riguarda il gesto violento dell’acido gettato addosso alla giovane riminese, sono stati chiesti dodici anni di galera da un altro pm. In tutto, se venissero confermate dai giudici le richieste dell’accusa, sarebbero 21 anni dietro le sbarre. L’importante sarebbe che, una volta celebrati e terminati i processi, qualsiasi sarà la condanna fosse scontata interamente da Tavares.

Del resto, la certezza della pena è uno degli argomenti più importanti da affrontare in Italia dove quasi sempre si esce dal carcere ben prima delle condanne con la motivazione della buona condotta o altro.

Intanto alla ragazza sono arrivati 10mila euro per le costose cure

Gessica Notaro, nonostante sia chiaramente molto scossa, si è dimostrata una donna forte e sta partecipando, seppur con fatica soprattutto psicologica, alle udienze di entrambi i processi.

Oltre alla parte penale, ci sono poi le richieste di rimborso di parte civile da parte della Notaro, del Comune di Rimini e della regione Emilia Romagna. Nel frattempo, grazie alla Fondazione per le vittime dei reati dell'Emilia Romagna, alla ragazza riminese è arrivato un aiuto molto importante di 10mila euro a fronte delle lunghe, pesanti e purtroppo pure onerose cure mediche alle quali si sta sottoponendo.

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