I maggiori organi di informazioni nelle scorse ore hanno riportato il caso di un uomo di 45 anni, che sarebbe deceduto in seguito al morso di un ragno violino. Stando a quanto si apprende, Massimo Stara stava lavorando a Capoterra, in provincia di Cagliari, quando è stato punto dall'aracnide. Dopo essere stato ricoverato in ospedale, sembrava che il 45enne potesse riprendersi, ma poi le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate fino a portarlo alla morte.

A seguito del morso del ragno violino sulla gamba dell'uomo si è formata una bolla, da cui fuoriusciva del liquido.

Anche i medici hanno confermato che la lesione era la conseguenza della puntura dell'artropode. Il morso dell'aracnide gli avrebbe compromesso in maniera irreversibile il fegato, i reni e i polmoni. Tuttavia l'ospedale Santissima Trinità, dove l'uomo è stato ricoverato, ha fatto sapere che il decesso di Massimo Stara non sarebbe derivato direttamente dai danni causati dalla puntura del ragno. L'uomo, infatti, soffriva di altre patologie, pertanto le sue condizioni cliniche risultavano già compromesse. Ma cosa si può rischiare effettivamente a seguito della puntura di questo ragno?

Ragno violino: cos'è e quali pericoli si corrono

I ragni sono degli animali che nell'immaginario comune non godono di grandi simpatie.

Ed anzi vi sono persone che soffrono di aracnofobia, ovvero di una paura irrazionale verso questi animali. Intanto il ragno violino, il cui nome scientifico è Loxosceles Rufescens, appartiene alle sette specie di ragni realmente pericolose presenti sul territorio italiano. E' diffuso in tutta l'area mediterranea. Generalmente ha come habitat gli incavi degli alberi, ma lo si può trovare anche nelle nostre cantine. Come riconoscerlo? Presenta dimensioni ridotte non superiori ai 13 millimetri, ha 6 occhi molto piccoli che sono distribuiti a coppie. La peluria è fine e corta. Questo artropode appartiene alla famiglia Sicariidae, termine che deriva dal latino sicarium e sta ad indicare proprio la tossicità del suo veleno.

Ragno violino: cosa fare quando si viene morsi

Quando si viene morsi, inizialmente non si prova dolore, per cui potrebbero passare anche diverse ore dall'inoculazione del veleno, senza che ve ne accorgiate. La zona in cui è stato inoculato il veleno, dopo alcune ore, si presenta rossa e molle. Inoltre possono accompagnarsi sintomi più generali, quali un senso generale di malessere, sudorazione eccessiva, brividi, febbre e nausea. Dopo diverse ore l'edema comincia ad estendersi, poi si forma una bolla centrale accompagnata da eruzione cutanea e necrosi. Nei casi più gravi la compromissione della muscolatura può rivelarsi irreversibile. In caso di morso si consiglia di sciacquare accuratamente la zona con dell'acqua e del sapone, fatto ciò recatevi subito dal medico. Le tossine inoculate dal veleno possono provocare la necrosi dei tessuti. Nei casi più gravi è necessario procedere all'amputazione dell'arto colpito.