Quando sembra che l'Isis sia una realtà ormai lontana, quando sembra che sia un passato ormai remoto, ecco che torna a far parlare di sé e a gettare in un profondo stato di ansia e panico tutto il mondo che vive col fiato sospeso. Stavolta la paura ha colpito la Russia.

Da venti siti di shopping center, stazioni ferroviarie e università a Mosca sono state evacuate oltre ventimila persone per venti allarmi bomba "simultanei". E' quanto afferma Russia Today. Una fonte dei servizi di emergenza dichiara che potrebbe trattarsi di un caso di "terrorismo telefonico", poiché le telefonate sono partite contemporaneamente e, durante le evacuazioni, hanno avuto un prosieguo.

Tuttavia, si indaga per verificare l'attendibilità dei messaggi. Forse le telefonate provengono dall'Ucraina, ma, col passare dei minuti, sta prendendo sempre più piede l'ipotesi che si tratti di chiamate "pre-registrate" ed effettuate con l'ausilio di alcuni software digitali che non permettono di identificare facilmente l'originaria località di provenienza delle stesse né tanto meno chi ne è l'artefice.

I luoghi degli allarmi

I luoghi colpiti dagli allarmi bomba sono le tre stazioni ferroviarie più importanti della capitale russa: Leningradsky, Kazansky e Kievsky; una decina di centri commerciali, fra cui il rinomato Gum, situato sulla Piazza Rossa, l'hotel Kosmos e due università: Sechenov Medical University e l'università statale MGIMO per le relazioni internazionali.

I servizi d'emergenza sono a lavoro. Un funzionario ha riferito alla Tass che sono stati adoperati i cani della polizia per rintracciare la presenza di eventuali bombe.

Le chiamate - prosegue il funzionario dei servizi di emergenza - non cessano, ma non è stato ritrovato nessun ordigno. Sarà, però, necessario verificare l'attendibilità dei messaggi.

I falsi allarmi precedenti

Quello di Mosca non è stato l'unico caso di falso allarme bomba. Nei giorni scorsi, infatti, a partire dalla giornata di domenica, altre città russe sono state ostaggio di falsi avvertimenti ed evacuate - in via cautelare - a causa di alcune telefonate anonime che annunciavano la presenza di ordigni all'interno di alcuni edifici.

L'ultimo falso allarme risale alla giornata di ieri, in almeno 22 città, fra cui Perm, nella regione degli Urali, Novosibirsk ed Ekaterinburg.

Il portavoce del Parlamento, Dmitry Peskov, ha reso noto che il Cremlino non commenta l'aumento dei falsi allarmi bomba, in quanto è una questione della quale se ne occupano i servizi segreti speciali.

Mentre, secondo quando riporta Russia Today, questi fatti - i fittizi allarmi di terrorismo - sono punibili, in Russia, con pene detentive, almeno cinque anni di carcere. Nel frattempo sono state aperte diverse inchieste e le forze di sicurezza proseguono con le indagini.

Sembra esserci, tuttavia, la concreta possibilità che le chiamate siano pre-registrare ed effettuate tramite sistemi di digitazione automatica comprendenti meccanismi che rendono ardua l'identificazione delle località da cui giungono le chiamate.

La preoccupazione c'è, ed è reale, ha commentato il vicecapo della Commissione Difesa, Frants Klintsevich. Il proposito è sì quello di creare il panico, ma ciò non esclude che possa trattarsi dei preparativi per mettere a segno un vero e proprio attentato terroristico.