Da qualche giorno, si è scatenata una bufera all'interno le mura leonine, dopo che una commissione di 62 teologi ha pubblicato una lettera rivolta a Papa Francesco dove lo accusano di sostenere 7 eresie nel documento Amoris Laetitia. In realtà, più che accuse, si tratta di correzioni rivolte al Pontefice ma ciò che desta attenzione al lettore è proprio la parola "eresia".

Il documento

Papa Francesco però non è il primo pontefice ad essere stato accusato di eresia, infatti bisogna risalire al 1333 quando Papa Giovanni XXII ma quelli erano altri tempi e quindi le "accuse" vanno lette nel contesto storico.

Oggi a distanza di millenni, anche Papa Francesco sta subendo la stessa sorte ovvero l'accusa di eresia. Fin dall'incipit, la dichiarazione suscita sgomento poiché così dichiara: "Beatissimo Padre, con profondo dolore, ma mossi dalla fedeltà a Nostro Signore Gesù Cristo, dall’amore alla Chiesa e al papato, e dalla devozione filiale verso di Lei, siamo costretti a rivolgerLe una correzione a causa della propagazione di alcune eresie sviluppatesi per mezzo dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia” e mediante altre parole, atti e omissioni di Vostra Santità". Già queste parole dunque bastano a ricevere un colpo inaspettato per il lettore poiché risultano essere parole di un certo peso, infatti essa (la dichiarazione) è stata pubblicata a seguito della mancata risposta da parte del pontefice.

I firmatari

Altro punto da prendere in esame è sicuramente quello legato ai nomi dei firmatari. Si tratta di 62 tra teologi, studiosi e non, infatti tra questi spunta anche il nome di Ettore Gotti Tedeschi ex presiedente dello IOR, la banca vaticana per intenderci. Spuntano anche altri nomi di religiosi come ad esempio quello di Mons Bernard Fellay ovvero il capo dei lefebvriani della Fraternità San Pio X, i quali risultano essere i più tradizionalisti poiché seguaci di Lefebvre ovvero colui che nel 1965 rifiutò il Concilio Vaticano II, venendo così scomunicato.

Il sito

Ora, sul sito correctiofilialis.org, è possibile apporre una firma per sostenere le modifiche da apportare nell' Amoris Laetitia e proprio a tal motivo, il Vaticano, ha oscurato tale sito all'interno delle mura leonine. L'accesso infatti non è possibile all'interno del Vaticano ma all'esterno quindi fuori dallo stato pontificio è possibile accedervi e quindi apporre la propria firma.

Tutto ciò è seguito dal corpo della gendarmeria vaticana, inserendo la seguente dicitura quando qualcuno prova a connettersi al sito: "L’accesso alla pagina web che state cercando di visitare è stato bloccato in accordo alle politiche di sicurezza istituzionali".

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