Nelle ultime ore è scoppiata un'autentica bufera su un sussidiario delle elementari dove vengono descritti i profughi che arrivano in Italia. "Clandestini, non lavorano e minacciano il benessere degli italiani", questo quanto viene riportato nel sussidiario intitolato "Diventa protagonista", dell'editore Il capitello. Tra le prime ad esprimere la propria opinione l'ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini (Partito democratico), la quale si è domandata chi avesse scelto un simile testo per "formare i cittadini di domani", chiedendo spiegazioni direttamente al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli.

La discriminazione contro gli stranieri

C'è anche un altro importante punto da sottolineare, come gli stranieri provenienti da Nord Africa e Asia siano secondo il sussidiario sopra citato per la maggior parte dei profughi. Vengono inoltre definiti clandestini ed in quanto tali illegali nel territorio italiano. La descrizione prosegue prendendo in esame la sfera lavorativa. I profughi - clandestini - "non trovano un lavoro né case dignitose". Questa sarebbe la causa della loro difficile integrazione con la popolazione italiana. Alla fine si va oltre, sostenendo come i residenti in Italia li considerano "una minaccia per il proprio benessere".

Il quotidiano Repubblica, nell'articolo scritto dalla collega Alessandra Ziniti, riporta inoltre l'informazione sull'immagine della copertina, anche questa per usare un eufemismo borderline.

Da una parte c'è un uomo con un elmetto da cantiere, sembra essere a tutti gli effetti un ingegnere. Dall'altra parte una giovane ragazza con un vaso in testa vestita da ancella. La descrizione che la Ziniti dà della copertina del sussidiario "incriminato" porterebbe ad un'ulteriore polemica sull'eterna discussione della discriminazione di genere.

Il caso è destinato a far discutere ancora per ore, se non giorni. Paradossale il fatto che tutto nasca da un sussidiario per bambini di scuole elementari. Lo stesso mondo della scuola che nelle settimane scorse era in primo piano attraverso la figura degli insegnanti per la battaglia sull'approvazione dello Ius soli, con l'adesione allo sciopero della fame da parte dei professori che era divenuto un fenomeno tanto virale da "contagiare" anche i nostri politici, come ad esempio il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Ius soli o meno, il problema della discriminazione contro gli stranieri in Italia probabilmente continuerà ad essere un fatto anche all'alba del 2020.