"Più di duecentocinquanta presenze di cinque diocesi della Sicilia occidentale in continuità con gli impegni per l’anno giubilare che celebra i quattrocento anni della famiglia vincenziana oggi sparsa in tutto il mondo”. Lo ha affermato il presidente dei Gruppi di volontariato Vincenziano della diocesi agrigentina, Giovanni Morreale, durante il convegno dal titolo “Accogliere, proteggere, sostenere, integrare in rete con i 400 anni del carisma vincenziano” che si è svolto nei giorni scorsi a Santa Margherita Belice, città del Gattopardo, sul palco del Teatro Sant’Alessandro.

“E’ stata una giornata di grande partecipazione - ha aggiunto Giovanni Morreale - con tanti volontari in arrivo da ogni parte della provincia di Agrigento e non solo e con la partecipazione della nostra presidente nazionale Paola Agnani. Occasioni come quella di oggi - ha sottolinato il presidente dei vincenziani agrigentini - sono per noi, sì un momento di socializzazione e confronto, ma soprattutto un ulteriore stimolo ad andare avanti nel servizio di volontariato e di carità per aiutare le famiglie che hanno più bisogno".

Ha partecipato ai lavori anche Paola Agnani Morici, presidente nazionale Gruppi di Volontariato Vincenziano, associazione di laici cattolici volontari, fondata da San Vincenzo de Paoli nel 1617, che riunisce persone che intendono vivere la solidarietà e la carità cristiana. A portare la loro testimonianza di volontariato anche la psicologa Margherita La Rocca e il cardiologo Fabio Triolo dell'associazione onlus A Cuore Aperto presieduta dal cardiochirurgo Giovanni Ruvolo.

"Sono qui - ha detto Margherita La Rocca Ruvolo - soprattutto da volontaria dell'associazione A Cuore Aperto, che da quattro anni collabora con i gruppi di Volontariato Vincenziano della diocesi di Agrigento. Questa sinergia di competenze, impegno, amore per gli altri - ha aggiunto - ha di fatto creato una rete e una collaborazione positiva tra associazioni per dare risposte alle persone più disagiate, meno fortunate di noi, che non hanno magari la possibilità di fare una visita cardiologica.

Tutto questo ha comportato sì degli impegni personali ma ha dato a novecento e passa persone la possibilità di avere una visita gratuita, un risultato importante, questa per me è la carità”.

"Il convegno di oggi - ha detto l'assistente spirituale diocesano dei Gruppi di Volontariato di Agrigento, don Salvatore Raso - significa anche recupero della storia. Quattrocento anni fa - ha spiegato - un sacerdote si accorge di un uomo che sta per morire in una stalla e si rende conto che non può morire come un disperato, ma deve morire come un figlio di Dio. Allora stinge a sé un gruppo di donne e nasce l'esperienza della famiglia vincenziana, che oggi raccoglie migliaia di uomini e di donne in tutti e cinque i continenti.

A Santa Margherita Belice abbiamo accolto e diocesi della Sicilia occidentale per dire che ci siamo e che vogliamo ancora perpetuare nel tempo - ha sottolineato don Salvatore Raso - questa esperienza che si lega a un grande sacerdote e a un grande carisma. Il messaggio di oggi è detta anche dalla situazione storica che stiamo vivendo, infatti il contenuto della carità lo abbiamo intercalato con i temi dell'accoglienza. Quell'accoglienza fortemente radicata nel Vangelo e che anche Papa Francesco ci sta chiedendo fortemente di vivere. Non a caso, il primo viaggio di Papa Francesco a Lampedusa non è un viaggio di Stato, ma un viaggio per gettare nel mare Mediterraneo una corona di fiori che è segno di solidarietà con quanti non ce l'hanno fatta".

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