Il nome del semi sconosciuto (almeno fuori dai confini siciliani) Cateno De Luca, il deputato della Regione Sicilia, eletto appena tre giorni fa nelle file dell’Udc, oggi è divenuto addirittura trending topic su Twitter. Merito, o colpa, del suo arresto, per il momento solo ai domiciliari, ordinato dalla procura della Repubblica di messina che lo accusa di aver promosso, insieme all’altro arrestato Carmelo Satta, un’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una evasione fiscale di circa 1.750.000 euro. Lui però non ci sta e, non essendogli stata tolta la possibilità di collegarsi ad internet dalla sua abitazione, divenuta carcere, si scatena sul suo profilo Facebook, postando prima una lunga riflessione e, poi, un video in cui denuncia il complotto ordito ai suoi danni da presunti affiliati alla massoneria di Messina.

Ricordiamo che De Luca, ex sindaco di sindaco di Santa Teresa Riva, aspira alla candidatura a sindaco della città dello Stretto.

De Luca denuncia il complotto della massoneria

È un Cateno De Luca provato, che indossa pigiama e vestaglia, e con la barba incolta, quello che si presenta di fronte alla webcam per professare al mondo intero la sua innocenza. “Già venerdì sera (3 novembre ndr) sono stato avvicinato da un noto personaggio della politica siciliana e anche ritengo della massoneria - accusa - nonché parente molto stretto di magistrati, il quale mi ha fatto i complimenti per la campagna elettorale, ma mi ha anche detto ‘lo sai che è tutto inutile quello che hai fatto?’. Questo stesso personaggio - continua Cateno De Luca- lunedì (6 novembre) ha telefonato a un nostro amico, nonché suo collaboratore, e gli ha detto che era inutile l’elezione di Cateno perché sarebbe stato arrestato e sarebbe subentrato il primo dei non eletti, Danilo Lo Giudice”.

De Luca rivela sarcasticamente di aver sperato nell’elezione in Sicilia di Lo Giudice al suo posto perché, dice, “sapevo di scontrarmi con i poteri forti di Messina: massoneria e vari ambienti che naturalmente non vogliono che io faccia il sindaco di Messina”.

Il ruolo del personaggio misterioso

“Questo arresto fa ridere, perché io vengo accusato di essere stato il regista di un’evasione fiscale di un ente, il Caf, che non è mio”. Così De Luca inizia la sua personalissima ricostruzione dell’inchiesta che lo ha portato agli arresti domiciliari, fornendo anche altri particolari tecnici. E poi ricorda di essere uscito sempre indenne, con sentenze di assoluzione piena o di archiviazione perché il fatto non sussiste, dai 14 precedenti procedimenti penali ai quali era stato sottoposto.

I fatti in questione risalgono al giugno 2015 ed ora, dopo quasi due anni, Cateno De Luca dice di essersi ritrovato “all’improvviso” travolto dal provvedimento della procura che, a suo modo di vedere, sarebbe “consequenziale alla mia dichiarazione di volermi candidare a sindaco di Messina” risalente al gennaio 2017. Rappresentante di questi ambienti occulti, legati alla massoneria, sarebbe sempre lo stesso personaggio misterioso “indicato a candidarsi a sindaco” e che lo avrebbe convocato nel suo salotto. I nomi delle persone che cospirerebbero contro di lui Cateno De Luca si guarda bene dal farli, ma ci tiene a precisare di aver sempre rifiutato l’iscrizione alla massoneria di Messina.

‘Mi possono solo ammazzare’

Cateno De Luca chiude il suo drammatico video su Fb ricordando di aver già denunciato due volte “parte della magistratura di Messina” e promette di continuare la sua battaglia a costo della vita. “Mi possono solo ammazzare”, si sfoga alzando la bandiera dei perseguitati dalla “malagiustizia”.