Terribile la scoperta degli operai di Ecopate presso lo stabilimento di smaltimento rifiuti di Musile del Piave, in provincia di Venezia, che mentre erano intenti nell’attività di selezione si sono imbattuti nel corpicino di una neonata in avanzato stato di decomposizione.
Le indagini
Secondo le prime analisi la bambina, legata in un sacchetto e con ancora attaccata parte del cordone ombelicale, sarebbe deceduta da almeno una settimana. Gli esami autoptici mirano ora a stabilire se la bimba sia nata morta oppure se il decesso sia avvenuto in un secondo momento.
Le indagini, condotte dai carabinieri di San Donà e di Mestre, sanno incontrando diversi ostacoli legati, in primis, alla provenienza del sacchetto nel quale il corpo era stato chiuso.
L’impianto di smaltimento di Musile, infatti, riceve rifiuti da ben sei province del Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Alto Adige, un’area molto vasta che conta 1 milione e 600 residenti; inoltre, a seguito del ritrovamento e dell’apertura il sacchetto, giunto probabilmente nella discarica lo scorso venerdì e contenente la bambina, è stato aspirato e dunque distrutto.
La ditta ha organizzato gruppi di supporto psicologico per aiutare in particolare la squadra che ha effettuato il ritrovamento, per quanto gli incontri saranno rivolti a tutti gli operatori dell’impianto.
Gli operai dell'Ecopate hanno raccontato che inizialmente il corpo poteva sembra una bambola, e dopo aver fermato i macchinati è stato atteso l'arrivo delle forze dell'ordine con conseguente conferma si trattasse di un essere umano, per dare così il via ai rilievi.
Le difficoltà
Una conferma sulla difficile situazione è data dalle dichiarazioni del sindaco di Musile del Piave, Silvia Susanna, la quale ha sottolineato che il sacchetto potrebbe non provenire dal sandonatese, dato l'ampio raggio di raccolta della discarica; si inoltre è detta sconvolta dall'accaduto, invitando a riflettere sui problemi legati alla profondità dei disagi sociali che possano condurre ad un simile gesto.
Proseguono le indagini, coordinate dal pubblico ministero Elisabetta Spigarelli, mentre la speranza è che i cittadini possano fornire segnalazioni utili a ricostruire la provenienza della bambina, dal momento che gli indizi a disposizione degli inquirenti risultano decisamente scarni ed il raggio d'azione, purtroppo, notevolmente ampio.