Ad ostia vi è stato un nuovo caso di intimidazione verso i giornalisti, a pochi giorni dall'aggressione subita dall'inviato della trasmissione di Rai 2 "Nemo-Nessuno escluso", Daniele Piervincenzi, e dal suo operatore Edoardo Anselmi. Questa volta, come riportato da "La Stampa" e da altre testate nazionali, la troupe finita nel mirino è stata quella di La7 e, nello specifico, quella del programma "L'Aria che Tira", format di approfondimento politico condotto da Myrta Merlino. L'intimidazione è avvenuta durante una manifestazione [VIDEO] indetta dall'associazione antimafia "Libera" e dal sindacato dei giornalisti FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana).

La denuncia di Myrta Merlino: "Siamo stati minacciati da alcuni residenti"

Come riportato sempre da "La Stampa", oltre alle intimidazioni, la troupe di La7 ha subito anche minacce da parte di alcuni residenti della frazione litoranea di Roma Capitale. La vicenda è stata riportata e denunciata dalla conduttrice de "L'Aria che Tira", Myrta Merlino, la quale ha rivelato che le minacce sono arrivate nei pressi della palestra di proprietà di Roberto Spada, colui che aveva aggredito con una testata Daniele Piervincenzi. Dopo quest'episodio, Spada è stato arrestato e da qualche ora è stato trasferito nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, in provincia di Udine, come ricordato da un articolo dell'agenzia di stampa "ANSA".

La cittadina, abbandonata dallo Stato, è diventata terreno fertile per i clan

L'aggressione subita da Piervincenzi e le intimidazioni verso i giornalisti di La7 devono far riflettere sulla situazione sempre più precaria e difficile di Ostia, una cittadina il cui consiglio municipale in passato è stato sciolto a causa di infiltrazioni mafiose.

Spesso è stato denunciato che la frazione romana è stata abbandonata dallo Stato [VIDEO], diventando di conseguenza terreno fertile per i vari clan che si contendono il controllo dell'intera area e dei quartieri circostanti. Si tratta soprattutto di famiglie di origine sinti oppure di rom bosniaci, mentre è più rara la presenza di cosche italiane, considerate alleate o nemiche degli stessi clan rom/sinti. Tra questi, sembra che una delle famiglie più rilevanti sia proprio quella degli Spada, di cui fa parte colui che ha aggredito l'inviato di "Nemo-Nessuno escluso".

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