Una brillante mente imprenditoriale e voglia di fare economia risparmiando.

Una vita semplice quella di Ingvar Kamprad, fondatore del colosso di mobilifici low cost, ikea. La sua vita si è spenta a 91 anni, dopo una breve malattia, nella sua umile villetta di Smaland, in Svezia, nella notte tra sabato e domenica 28 gennaio 2018.

Dedizione e lungimiranza

Ingvar Kamprad iniziò fin dalla tenera età a costruire il suo business, con la sua bicicletta vendeva dapprima i fiammiferi ai vicini di casa per poi scoprire che poteva acquistarli ad un prezzo molto basso presso un fornitore di Stoccolma, così facendo riuscì a trarre maggior profitto nelle vendite e al tempo stesso abbassare leggermente i prezzi.

Passò velocemente dai fiammiferi al pesce, alle decorazioni natalizie, alle semenze da giardino, alle penne a sfera e matite, espandendo così il suo giro d’affari.

Arrivato a 17 anni, il padre decise di donargli dei soldi come premio degli sforzi e del duro lavoro che avevano portato il giovane a ottenere ottimi risultati nello studio.

La determinazione e lungimiranza di Kamprad lo spinsero a investire la somma ricevuta in premio nella costruzione, nel 1943, di uno stabilimento che battezzò Ikea: acronimo composto dalle iniziali del suo nome (Ingvar Kamprad, IK) più Elmtaryd, la fattoria di famiglia dov’ è cresciuto, e Agunnaryd, piccolo villaggio nella provincia di Smaland, sua provincia natia.

Rivoluzione low-cost

Uno dei più grandi imprenditori del 20esimo secolo, come viene ricordato nel comunicato stampa di Ikea, rivoluzionò il concetto di mobile e complemento d’arredo grazie all’utilizzo del truciolato che, curato e sviluppato dai designer responsabili di prodotto, riescono a realizzare una produzione caratterizzata da prezzo basso, funzionalità edestetica coadiuvati da una capillare attenzione d’imballaggio in pacchi piatti, che ne facilitino lo stoccaggio e il trasporto, riuscendo così a sbaragliare la concorrenza.

Linee essenziali e semplici, predilezione a materiali naturali, rinnovabili o riciclati, e attenzione verso l’impatto ambientale, diventano fin da subito il tratto distintivo del noto marchio, conquistando l’intero mercato con oltre 345 punti vendita in 42 paesi.

Nel 2007, Mr.Ikea, si piazzò al quarto posto tra gli uomini più ricchi del mondo, secondo la nota rivista di economia e finanza, Forbes, contando un patrimonio di 33 miliardi di dollari.

Kamprad ha vissuto a Epalinges, comune svizzero del Canton Vaud, situato nel distretto di Losanna, dal 1976 al 2013. La decisione di far ritorno in patria risalì al 2011 dopo la perdita della moglie Margaretha.

Avarizia e polemica

Assiduo frequentatore del mercato delle pulci, al noto imprenditore piaceva viaggiare in classe economica, e guidava una Volvo vecchia di 15 anni. Non si è mai dato allo sfarzo e al lusso più sfrenato, dichiarando più volte che questo suo atteggiamento era volto a dare il buon esempio e ridurre gli sprechi di questa società usa e getta.

Dopo la morte dell'attivista fascista Per Engdahl nel 1994, vennero pubblicate le lettere personali nelle quali si rivelava l’adesione di Kamprad nel 1942, al gruppo filo-nazista "Nuovo movimento svedese". Quest'accadimento lo portò a redigere una lettera di scuse rivolta a tutti i suoi dipendenti ebrei, definendolo il suo più grande errore di gioventù.

Dopo l’ammissione relativa al suo alcolismo, lascia il 17 settembre 2012 la guida della multinazionale ai figli Peter, Jonas e Mathias.

L’impero economico battente bandiera svedese, oggi conta un volume d’affari annuale di circa 38 miliardi di euro, dove lavorano 190mila dipendenti.

Ikea in lutto

Oggi, Jesper Brodin, amministratore delegato e presidente del gruppo Ikea, tiene a far sapere che l'eredità del magnate del mobile fai-da-te sarà ammirata per molti anni a seguire e che la sua visione volta a creare una vita migliore, continuerà a guidare ed ispirare la famiglia del noto brand svedese.

"Lascia un grande vuoto", con queste parole, Göran Grosskopf, uno dei più stretti collaborati dell'imprenditore, lo ricorda e lo saluta.