Dylan Day era un ragazzino inglese dall'aspetto simpatico: capelli rossi, lentiggini sul viso e sul naso, occhi vispi. A 12 anni se l'è portato via un'influenza. O meglio le complicazioni di un "banale" male di stagione che gli hanno provocato una sepsi o setticemia. Un killer silenzioso, un'infezione batterica del sangue che invade ogni parte del corpo, danneggia organi vitali e tessuti impedendo il corretto afflusso del sangue fino allo shock settico e al decesso. Per quanto rara, se contratta può uccidere. Dylan è morto due settimane fa a Liverpool dopo tre giorni dalla diagnosi.

La mamma Sarah che non si dà pace, vuole che la sua tragedia familiare serva a qualcosa. Ha dato il via a una campagna informativa per sensibilizzare tutti i genitori a non sottovalutare l'influenza. "E' necessario conoscere i sintomi dell’influenza ed evitare che questa si trasformi in sepsi e uccida i vostri figli", è l'allarme lanciato dalla mamma.

Un'influenza degenerata

Fino a tre settimane fa, la famiglia Day che abita a Stoke-on-Trent, cittadina nella contea dello Staffordshire nel nord-ovest dell'inghilterra, era una famiglia normale, come tante. Madre, padre, tre figli. Poi Dylan si è ammalato. Sembrava fos uno stato influenzale con febbre, conati di vomito e mal di testa. Ma la situazione si è aggravata, il virus gli ha provocato una sepsi, infezione che scatena una violenta risposta immunitaria in cui il corpo attacca i suoi stessi organi.

L'infezione scatenata da un ceppo di influenza B, gli ha invaso il sangue ed è rapidamente degenerata. I sintomi non sono stati compresi e trattati tempestivamente. E il 20 gennaio questo ragazzino che amava giocare a calcio, è morto. Senza lamentarsi mai e con grande coraggio, ha sottolineato la mamma. Che ora invita a fare attenzione in presenza di un 'male di stagione'. Di fronte a sintomi quali colorito bluastro, aspetto pallido, difficoltà a svegliarsi, respiro affannoso, pressione molto bassa, uno sfogo cutaneo in forma di puntini rossi sulla pelle, sudorazione abnorme e pulsazioni accelerate, letargia, diuresi ridotta, confusione mentale fino al delirio, occorre portare il proprio figlio immediatamente all'ospedale.

Una pagina informativa

"Aiutatemi ad aiutare gli altri". Sconvolta ma con il desiderio di dare un senso al suo lutto mettendosi al servizio di altri genitori, mamma Sarah ha aperto una pagina Facebook "In memory of our beloved son Dylan Day", in memoria dell'amato figlio. La pagina che è anche un diario di giornate sofferte, dà informazioni sulla sepsi e suggerisce a ogni madre e padre di stare sempre ben attenti alla condizione dei propri figli, anche di fronte a una "semplice" influenza che potrebbe celare gravi pericoli. D'altra parte l'Inghilterra è stata scossa dal virus che ha provocato quest'anno già ben 191 vittime, anche se il picco negativo e mortale ora pare essere superato. Il governo inglese ha comunicato che l'epidemia di influenza dell'inverno è la "più significativa" degli ultimi sette anni.

"Mio figlio è morto in un modo orribile. E ancora non mi sembra vero. A volte mi sembra che sia in un'altra stanza o solo a scuola", ha scritto la mamma. L'influenza in casi estremi può essere mortale, specie se colpisca anziani, bambini piccoli, donne incinte e persone con un sistema immunitario compromesso. Può portare a polmonite e anche scatenare la setticemia. Che, se presa precocemente, può essere curata con terapia antibiotica prima che il corpo entri in "overdrive", portando alla morte anche in pochi minuti.