Recentemente il giornalista dell'Espresso Fabrizio Gatti ha realizzato una dettagliata inchiesta sul traffico di droga e la sempre più forte influenza della mafia nigeriana e locale nella città di Ferrara. Nell'inchiesta si parla del duro impatto che la crisi economica ha avuto sui giovani, il cui tasso di disoccupazione risulta alquanto alto rispetto a quello generale presente nella città dell'Emilia-Romagna. Inoltre, si accenna alle problematiche sociali generate dai sempre più numerosi flussi migratori, problematiche che hanno generato anche una sorta di 'guerra tra poveri'.
Difatti, è risultato che le cifre destinate all'accoglienza dei nuovi immigrati siano maggiori rispetto a quelle assegnate ai residenti locali(spesso migranti regolari) più poveri.
Il controllo dello spaccio da parte della mafia nigeriana
Secondo quanto riportato nell'inchiesta firmata da Gatti, la sempre più potente ed influente mafia nigeriana occupa un ruolo di primissimo piano nella gestione del traffico di droga locale. Più specificatamente, gli stessi pusher legati all'organizzazione criminale controllano e sono presenti in diversi quartieri e luoghi decisamente importanti e strategici della città, tra cui il parco tra la Stazione e il Grattacielo. Oltre a ciò, gli stessi spacciatori africani hanno il controllo del piazzale della Castellina, di via Sauro nonché del parco di piazza Toti e via Cassoli.
La mafia nigeriana e la potente criminalità italiana
A Ferrara la mafia nigeriana opera grazie al sostegno fornito dall'influente criminalità italiana. Difatti, le stesse organizzazioni criminali locali riforniscono gli spacciatori africani e danno il via libera all'occupazione della città da parte della stessa mafia nigeriana. Oltre a ciò, fondamentale per l'avanzata della stessa organizzazione criminale africana sarebbe anche la sempre più forte richiesta di stupefacenti da parte dei giovani locali. Difatti, come scritto nello stesso articolo dell'Espresso, la 'cultura dello sballo' è sempre più diffusa e coinvolge varie fasce di settori giovanili, dai ragazzini quattordicenni in cerca di emozioni agli universitari.
C'è da dire che lo spaccio risulterebbe anche alquanto organizzato a Ferrara e tra l'altro esiste, sempre stando a quanto documentato dall'inchiesta, anche il 'servizio a domicilio' della stessa merce 'stupefacente'.