A Macerata la questura ha autorizzato la manifestazione e le strade sono subito invase da lunghissimi cortei contro il razzismo e il fascismo. Sarebbero 20mila i partecipanti che oggi, 10 febbraio, hanno preso parte alla protesta. Non sono mancate fin da subito le polemiche.

Il sindaco in piazza: “Avrei preferito un altro momento”

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, ha preso parte alla manifestazione in piazza ma ha dichiarato che la città avrebbe, secondo lui, bisogno “di respirare” a causa dello shock subito e del sangue ancora fresco nell’aria. Il primo cittadino aveva ritenuto che non fosse il caso che vi fossero cortei e sfilate in piazza, ancora.

“La mia posizione non cambia - ha dichiarato - a noi spetta il compito e il ruolo di ricucire uno strappo”. Avrebbe preferito, però, che questo avvenisse in un altro momento.

Politica e opinioni pubbliche

Inoltre ci sono stati cortei dello stesso stampo anche in altre città italiane, dal Nord al Sud. A Milano c’è stata la presidente Laura Boldrini.

Matteo Salvini si è invece lamentato, dichiarando persino di vergognarsi, in quanto Italiano, che lo stesso giorno in cui tre nigeriani sono stati fermati per aver massacrato e ucciso una ragazza italiana, la sinistra faccia proteste antirazziste. Ha inoltre espresso la su volontà di voler espellere i clandestini e di sperare, per questo, nelle elezioni del 4 marzo “per riportare sicurezza”, ha detto.

Vorrebbe cancellare la legge Fornero e “riportare ordine” nelle città italiane. Inoltre, Giorgia Meloni, intervistata da Sky Tg24, ha difeso le azioni CasaPound e Forza Nuova e i loro movimenti neofascisti, assicurando che questi non siano movimenti xenofobi.

Il Ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha definito quanto successo a Macerata una “rappresaglia ingiustificabile, ingiustificata e inaccettabile”, in quanto sparare ai passanti solo per il colore della pelle è inaccettabile.

“In Italia, non c’è posto per rappresaglie razziali”, ha concluso. Ha poi dichiarato che fascismo e nazismo non ci sono più in Italia, sono morti da tempo e, sempre in accordo col suo pensiero, questi avrebbero lasciato un ricordo poco piacevole all’Italia.

In mezzo al corteo era presente anche il fondatore di “Libera”, don Luigi Ciotti, il quale ha dichiarato a gran voce che “l’Italia non è razzista” e che adesso questa dovrà impegnarsi affinché tutto ciò che è successo finora e che sta succedendo ancora, non accada più.

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