Il caso è stato segnalato oggi al Tribunale dei minori: un neonato è stato lasciato al convento di San Francesco da Paola, a Monopoli, è in buone condizioni, si stima abbia 3 o 4 giorni, e presto troverà una nuova famiglia ad accoglierlo. Il convento aveva ripristinato la "ruota della vita" lo scorso dicembre dopo anni di inattività; l'antico convento di San Francesco l'aveva rimessa in funzione dopo che l'anno scorso una bambina appena nata era morta di stenti e di freddo dopo essere stata abbandonata. La piccola si chiamava Chiaraluna ed era stata lasciata sul litorale di Monopoli da sua madre, appena dopo il parto.

Questa volta chi ha lasciato il bimbo nella ruota ha premuto il bottone rosso che avvisa i frati della presenza di un bambino: anche se la persona che lo ha abbandonato è sparita immediatamente, il neonato non è mai stato in pericolo ed ora è stato affidato al Tribunale competente.

La ruota degli esposti

Anticamente la ruota della vita si chiamava "ruota degli esposti" ed era a forma di bussola rotante in legno, con due aperture chiuse, da uno sportello, apribili sia dall'esterno sia dall'interno. Qui venivano collocati i neonati rifiutati detti "gli esposti", da donne disperate o ignoti che in questo modo rimanevano del tutto anonimi. Il neonato veniva posto nell'alloggio esterno, che, girando, si apriva all'interno dei conventi dove veniva prelevato ed accudito.

Anche allora era stato predispoto un segnale, ovvero una campanella, che chi lasciava il bimbo faceva suonare per avvisare i frati o le monache. Nel muro accanto allo sportello c'era anche un'apertura in cui si potevano inserire offerte per gli orfani ma anche oggetti personali e segnali per poter un giorno poter collegare il bambino a chi l'aveva generato.

Monili, quindi, spesso spille o catenine con pendenti, che servivano per poter testare in un futuro più roseo, la legittimità della paternità o maternità.

Le ruote moderne

Oggi la legge permette di partorire in anonimato, di avere un'assistenza ospedaliera pur se non si desidera riconoscere e tenere il bambino; il padre non può essere identificato a forza dai tribunali che possono soltanto dichiarare gli infanti abbandonati e procedere con l'iter per l'adozione.

Nonostante ciò spesso si verificano casi di abbandono che si concludono tragicamente, soprattutto in caso di emarginazione e clandestinità, per cui sono state ripristinate le antiche ruote degli esposti in versione più moderna e tecnologica. Nel 2006 è stata aperta un'area di accoglienza neonati nel "Policlinico Casilino" della capitale, che oltre ad accogliere i bambini li cura, garantendo anonimato alle neomamme. E così anche la ruota dei padri francescani di Monopoli ha accolto oggi il suo primo neonato.