Emergenza vulcano in Giappone dove, pochi giorni fa, fa a sud-ovest del paese, sull'isola di Kyushu sono precipitati enormi massi a 4 km di distanza dal cratere Shinmoedake. Le eruzioni vulcaniche, come i terremoti, in terra nipponica sono fenomeni più o meno comuni, tuttavia un cataclisma di questa portata non avveniva così vicino alle città da diversi anni. Lo stesso vulcano nel 2011 aveva generato una nube di gas alta 1.500 metri circa.
Oggi, per fare un paragone, la nuvola di fumo e cenere ha già sorpassato i 4.500 metri di altezza, ed alcuni edifici a causa delle vibrazioni hanno perfino oscillato, come se si trattasse di un terremoto.
Secondo gli esperti, l'influenza di questo singolo fenomeno potrebbe durare settimane, se non mesi.
Le conseguenze psicologiche
I problemi correlati ad un disastro naturale di questa portata sono innumerevoli: dagli edifici pubblici da ricostruire alla perdita delle proprie case, dal cambiare radicalmente stile di vita al dover dire addio alle vittime della tragedia. Un evento di questa portata genera delle ferite molto profonde nell'animo di chi le subisce, che forse non si rimargineranno mai. L'intervento tempestivo di un professionista può perlomeno tutelare la psiche delle vittime, permettendo loro di riprendere in mano la propria vita dopo la crisi.
Infatti, secondo un'ottica sociale, le conseguenze ad un evento catastrofico di questo genere sono di due tipi: i risvolti fisici, misurabili con i danni alle strutture o alle persone, e i risvolti psicologici, che si estendono non solo ai diretti interessati alle conseguenze fisiche, ma riguardano ogni singolo cittadino della zona colpita dall'eruzione.
La psicologia delle emergenze
La psicologia delle emergenze interviene solo in situazioni critiche, quando un evento naturale o non ha cambiato la vita delle persone coinvolte; quindi non stiamo parlando necessariamente di un terremoto o altre calamità naturali, ma l'intervento riguarda anche le vittime di guerra, ad esempio. Uno psicologo interventista deve spesso far fronte ad una situazione estremamente tragica, durante la quale i pazienti hanno probabilmente perso una persona cara o la casa da un giorno all'altro, senza preavviso e senza possibilità d'intervento.
Tutto ciò genera una condizione di impotenza appresa, ovvero la percezione delle persone di non avere il controllo degli eventi attorno a loro, una rinuncia di potere che si espande ad ogni ambiente decisionale, stillando un alone di depressione.
La depressione, come conseguenza dell'impotenza appresa, resta comunque solo uno dei risvolti possibili: la stessa sopraggiunge come conseguenza del trauma per l'accaduto, la perdita di un pezzo della propria vita genera un vuoto incolmabile per molti individui. La situazione è tra le più difficili da gestire, ed è per questo che l'intervento dev'essere tempestivo per evitare una cronicizzazione del trauma.