In occasione dell’inizio della Quaresima quest’anno Papa Francesco ha parlato all’Angelus di come essere felici, di come i soldi e la carriera non sono altro che falsi valori che stuzzicano l’egoismo umano. Sempre nel suo discorso sua Eminenza ha aggiunto che serve del coraggio per rifiutare queste tentazioni, che ci porterebbero fuori strada facendoci seguire un percorso inutile, senza una meta. Papa Francesco si è sempre distinto per la sua modernità e il suo approccio così semplice alla vita: ancora una volta si conferma tale nei suoi discorsi, noi non siamo il nostro lavoro, o la nostra carriera; eppure inevitabilmente si rischia di perdere la via, dedicando la propria vita ad obiettivi vuoti, fatti di falsi valori.

La vera felicità

La felicità vera, pura, quella che non va raggiunta con il duro lavoro o il sacrificio, è sempre stata lì alla portata di tutti: l’amore verso il prossimo, verso gli amici e verso una persona con cui si vuole condividere il resto della vita. Questo concetto tanto semplice quanto moderno, vale oggi più che mai: viviamo in una società dove la pubblicità e i media ci danno una percezione della felicità distorta, crediamo di essere felici con il lavoro, con la macchina nuova, con il telefonino più costoso. Nulla di tutto ciò può durare, sono felicità momentanee che tramontano velocemente: la vera felicità è altrove.

La piramide di Maslow

Uno studio del 1954 di Abraham Maslow approfondisce proprio questa questione: studiare dal punto di vista psicologico quello che rende veramente felici le persone.

Maslow è uno degli psicologi più famosi del ventesimo secolo, i suoi studi sul bisogno umano sono tutt’oggi considerati le colonne portanti della psicologia moderna, ma viene per lo più ricordato per la sua “Piramide delle Necessità”, meglio nota come “La piramide di Maslow”. La piramide è stata realizzata mediante anni e anni di osservazione del comportamento umano, alcune fonti dicono che l’autore iniziò a lavorare al progetto nel ’43, dedicandoci ben 9 anni.

Nella sua forma più schematica, la piramide si compone di cinque livelli, dal più basso al più in alto come la logica suggerisce in una struttura piramidale: al piano più basso stanno i bisogni fisiologici, ovvero l’alimentazione, il riposo e la riproduzione, bisogni tipici di ogni animale; al secondo livello stanno i bisogni di salvezza, intesi come la sicurezza di buona salute fisica morale ed economica; al terzo piano stanno i bisogni di appartenenza, ad un gruppo sociale ad una famiglia per trovare anche un’identità personale; al penultimo livello stanno gli stessi bisogni che lo stesso Papa Francesco aberrava: il successo, la stima di sé, l’autocompiacimento, i falsi valori su cui molti fanno affidamento.

Esiste però un ulteriore piano, il livello più alto della piramide: la realizzazione di sé, della propria identità mediante le persone con cui ci possiamo circondare. Questa è la vera felicità, il bisogno definitivo dell’uomo.