Accuse pesantissime nei confronti di una professoressa di una scuola statunitense. Stephanie Peterson, che insegnava scienze a ragazzini di circa 13-14 anni, è stata arrestata con l'accusa di atti sessuali con minore e diffusione di materiale pornografico. La donna avrebbe offerto della marijuana ad un alunno, inviandogli anche delle foto osè per convincerlo ad avere rapporti intimi con lei.

La vicenda è venuta alla luce dopo che i genitori del giovane, notando degli strani comportamenti nel figlio, lo hanno incalzato sino a scoprire la verità sulle particolari "lezioni" che la docente di scienze gli avrebbe impartito.

Dopo la denuncia sono scattate le indagini della polizia locale, che ha appurato che da novembre 2017 la donna aveva iniziato a contattare il ragazzo, inviandogli anche un video in cui si esibiva in uno spogliarello. Inoltre pare che la Peterson abbia anche procurato al giovane della marijuana e dei soldi in cambio di prestazioni sessuali. La scuola ha licenziato immediatamente la donna, mentre il marito ha chiesto la separazione.

Un oscuro fenomeno in crescita

Non è la prima volta che una situazione di questo tipo balza agli onori della cronaca. Questa volta riguarda addirittura un ragazzino di 14 anni. Con l'avvento dei social, che rendono molto più semplici i contatti tra alunni e insegnanti, questo fenomeno sta pericolosamente incrementandosi negli ultimi mesi.

Infatti sono stati segnalati diversi casi simili, e per fortuna spesso l'intervento dei genitori fa emergere queste oscure vicende, con le forze dell'ordine che possono intervenire per indagare, ed eventualmente arrestare i responsabili.

Le conseguenze sui minori

Si tratta, indubbiamente, di episodi gravissimi che hanno come responsabili dei docenti, ovvero delle figure che dovrebbero non solo proteggere, ma anche impartire degli insegnamenti agli alunni.

Spesso i giovani si ritrovano indifesi di fronte a queste pressioni, e vedono i loro professori come modelli. La psicologia di questi ragazzi potrebbe trasformarsi per sempre dopo gli abusi subiti, ed è per questo che bisognerebbe affrontare di petto il problema, cercando di limitare i contatti fra insegnanti e studenti. In quest'ottica, l'intervento dei genitori risulta fondamentale.

Per quanto riguarda i giovanissimi, mamme e papà dovrebbero monitorare costantemente i propri figli per evitare spiacevoli e dannose situazioni di questo genere, che potrebbero minare la già fragile psicologia dei bambini. A 13 o 14 anni, infatti, si è troppo giovani per non subire gravi conseguenze dopo aver subito abusi di questo tipo. La professoressa statunitense sarà chiamata a difendersi da accuse gravissime che, qualora fossero confermate, quasi certamente la condanneranno ad un lungo periodo di detenzione.

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