La procura di Catania, nella persona del procuratore Carmelo Zuccaro, ha aperto un’inchiesta contro i membri della ong spagnola Proactiva Open Arms, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina nel nostro paese. Gli operatori umanitari spagnoli sono nuovamente sospettati di voler aggirare il divieto imposto dal codice di comportamento firmato con il governo italiano, al fine di poter continuare a sbarcare migranti clandestini sulle nostre coste.

Il caso che ha fatto riesplodere lo scontro tra Zuccaro e le Ong è stato lo sbarco nel porto di Pozzallo, in Sicilia, dell’imbarcazione Open Arms, con a bordo 218 migranti. La nave è stata subito sequestrata perché si sarebbe opposta con la forza alla riconsegna del suo prezioso carico umano alle competenti autorità libiche. Per chi non lo ricordasse, Zuccaro è lo stesso pm che, nell’aprile 2017, ebbe il coraggio di aprire un’inchiesta sulle Ong, accusate di svolgere il ruolo di ‘taxi del mare’ per migranti in accordo con gli scafisti.

Da quel momento, anche grazie alle politiche messe in atto dal ministro dell’Interno Marco Minniti, le cose nel Mediterraneo sono cambiate e gli sbarchi in Italia drasticamente diminuiti.

I particolari sulla nuova inchiesta aperta da Zuccaro

Dunque, Carmelo Zuccaro, dopo il suo primo e discusso intervento sulla questione Ong (molte le critiche ricevute, anche se la maggior parte degli italiani lo considera un ‘eroe’), torna ad occuparsi dell’emergenza migranti nel Mediterraneo.

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E lo fa mettendo sotto indagine il comandante della nave Open Arms, Marc Reig Creus, il capo della missione della Ong, Ana Isabel Montes Mier, e il coordinatore Oscar Camps. Tutti accusati, come detto, di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. La Ong Proactiva Open Arms, secondo Zuccaro, opera nel disprezzo più totale degli accordi internazionali e del codice di comportamento firmato con il governo italiano, cercando in tutti i modi di far sbarcare migranti sulle nostre coste.

Gli indagati si difendono parlando di minacce a mano armata subite dagli agenti in servizio sulle motovedette libiche. Ma gli strumenti satellitari che tracciano la navigazione racconterebbero un’altra storia: il 15 marzo scorso, la nave Open Arms sarebbe partita già 5 ore prima del naufragio dei gommoni con i 218 profughi a bordo, come se avesse un appuntamento già fissato. Ad appesantire la posizione della Ong ci sono anche le dichiarazioni di Abujela Abedlbari, comandante della squadra delle motovedette libiche, secondo il quale “ci sono contatti e comunicazioni fra le Ong in mare e i trafficanti, che avvisano quando partono i barconi”.

La precedente indagine di Zuccaro

Una storia, quella dei presunti contatti tra scafisti e Ong, già sentita un anno fa, quando fu proprio il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro a denunciare il tentativo degli ‘umanitari’ di destabilizzare l’economia italiana attraverso il massiccio sbarco di migranti sulle nostre coste al fine di “trarne dei vantaggi”. Zuccaro aggiungeva anche che, a suo avviso, “alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti” perché “so di contatti” e, inoltre, si tratta di un “traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga”.

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