Continuano senza sosta le indagini per la morte di Alessandro Neri [VIDEO]. Al momento gli investigatori non tralasciano nessuna pista sul movente e sugli esecutori del tragico omicidio ma secondo alcune indiscrezioni le piste privilegiate sarebbero due: quella del regolamento di conti per questioni di droga, e quella della vendetta per motivi familiari. Infatti, le modalità della scomparsa farebbero pensare che Alessandro conoscesse il suo o i suoi assassini.

I fatti

Alessandro Neri esce dalla casa di Spoltore intorno alle diciotto di lunedì 5 marzo, dicendo alla madre che non sapeva se avrebbe cenato a casa (come fanno tanti giovani oggi).

La madre nella notte non vedendolo rincasare si attiva presso gli amici e le forze dell’ordine. Nella giornata di mercoledì 7 marzo viene ritrovata l’auto nel pieno centro di Pescara, mentre nel pomeriggio di giovedì 8 marzo, grazie alle tracce del telefonino, viene localizzato anche Alessandro ormai cadavere. Dagli esami degli investigatori si apprende che il ventottenne è stato ucciso da un colpo di pistola al torace, anche se nelle ultime ore si parla di un secondo colpo sparato alla nuca. Se fosse confermato, si tratterebbe di un’esecuzione in piena regola (al momento la Procura non commenta le indiscrezioni). L'omicidio sarebbe avvenuto nella zona del ritrovamento del cadavere già nelle ore immediatamente successive alla scomparsa.

Le due piste

In queste ore si parla di due piste all’attenzione degli investigatori: droga o vendetta familiare per questioni economiche, gli inquirenti, grazie ai tabulati telefonici stanno analizzando le ultime chiamate e i messaggi ricevuti da Alessandro, invece, non potranno fornire elementi utili le telecamere di Via Mazzini luogo del ritrovamento dell'auto, in quanto non funzionanti.

Droga: al momento è la pista meno probabile, nessuna conferma che Alessandro la usasse, anche se nell’ultimo periodo frequentava un nuovo giro di persone, una mano in tal senso potrebbe arrivare dagli esami dell’autopsia. [VIDEO]

Vendetta familiare: secondo fonti vicino alla famiglia, potrebbe essere una pista attendibile, infatti, ci sarebbero stati diversi contrasti sul patrimonio di Gaetano Lamaletto (nonno del ragazzo) in Venezuela, tra la madre di Alessandro, Laura Lamaletto e alcuni parenti lì residenti. Inoltre, sui social network sono circolate anche lettere anonime che parlano di killer assoldati da qualcuno in Sud America per vendicarsi.

Intanto nel tardo pomeriggio di domenica 11 marzo, la salma è stata riconsegnata alla famiglia. Si attende l’arrivo dei famigliari del giovane dall’estero per fissare la celebrazione dei funerali.

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