Shen Jie e Liu Xi, genitori del piccolo Tiantian, 4 mesi. Segni particolari: deceduti entrambi in un tragico incidente stradale, quattro anni prima che nascesse il loro bambino. Leggenda? No. Miracolo della genetica. Una madre surrogata e due nonni decisi a veder crescere il frutto di una sventurata coppia: accade in Cina.

Un piccolo embrione orfano

Un bambino nato orfano di entrambi i genitori, se non si considera la presenza imprescindibile di una terza madre, quella “surrogata” che lo ha “acquisito”, custodito per nove mesi e dato alla luce lo scorso dicembre, grazie alla lunga battaglia legale portata avanti dai nonni (paterni e materni).

Deve dunque la vita a ben sette persone, il piccolo Tiantian (nome cinese che significa “dolce”), ognuno dei quali lo ha desiderato strenuamente e ha fatto in modo che venisse al mondo nonostante le avversità. Il padre e la madre, dopo un paio d’anni di matrimonio, non erano ancora riusciti a concepire un figlio in modo naturale, motivo per cui, nel 2013, avevano deciso di ricorrere alla Scienza, invocando l’aiuto della fecondazione in vitro. Ma quando, a marzo dello stesso anno, il sogno stava per realizzarsi, poiché un embrione era finalmente pronto per essere impiantato nel corpo della giovane aspirante mamma, lei non c’era già più.

Aveva cessato di vivere cinque giorni prima che i medici la convocassero per il tanto atteso intervento, assieme al marito, nel corso di un incidente stradale lungo la costa orientale della Cina, nella provincia di Jiangsu.

Lotta inarrestabile, oltre la morte

L’amore di Shen e Li però è sopravvissuto persino alla morte. Quel desiderio di paternità e maternità che i due giovani sposi non sono riusciti a realizzare non è morto con loro, ma si è concretizzato, dopo numerose e lunghe battaglie legali per ottenere la custodia dell’embrione, grazie ai loro tenaci genitori, i quali, all’inizio dello scorso anno, hanno intrapreso un viaggio in Laos alla ricerca di una madre surrogata che potesse avverare il loro sogno, portando avanti la gravidanza.

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In Cina, infatti, questo tipo di pratica è ancora vietata.

Ed ecco che, finalmente, grazie alla disponibilità di una “madre in affitto”, a dicembre 2017, nell’ospedale di Guangzhou, il bambino è venuto al mondo, regalando ai nonni non soltanto la felicità di poter tenere in braccio un nipotino, ma anche l’impressione di veder rivivere in lui gli sfortunati genitori. "Ha gli occhi di mia figlia, ma fisicamente assomiglia di più al papà", ha sentenziato Hu Xinxian, madre di Liu, al quotidiano cinese “Beijing News”.

Le complicazioni legali però non si sono certo fermate con la nascita del piccolo.

Successivamente, infatti, come riportato dal “The Guardian”, tutti e quattro i nonni hanno dovuto sottoporsi ad un test del Dna che testimoniasse il legame di parentela con il nipote. Storia a lieto fine, comunque, in linea con lo stile “fiaba cinese”: sono riusciti ad ottenerne la custodia e, come nelle migliori favole, il bambino non saprà ancora quale destino malvagio ha portato via i suoi genitori. Almeno per il momento. Saprà che sono partiti per un lungo viaggio, verso un Paese molto molto lontano.

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