Alla fine ce l'ha fatta. È dai tempi di "Ohi Maria" degli Articolo 31 che il cantante milanese Alessandro Aleotti, in arte J-Ax, auspica la legalizzazione di questa sostanza così discutibile, eppure così terapeutica sotto certi punti di vista: la marijuana.

J-Ax l'ha sottolineato anche ultimamente con "Maria Salvador", il suo brano più recente in cui, tra le righe ma neanche troppo, inneggia alla marijuana come ad una sostanza considerata malvagia solo per il fatto che sia monopolio di pochi.

Per questo motivo, la marijuana porterebbe denaro solo nelle tasche della criminalità organizzata anzichè nelle tasche della collettività che, commerciandola legalmente, toglierebbe dalla strada tanti piccoli spacciatori.

Come è stato possibile

Ovviamente per aprire un negozio di questo genere, anche l'artista è dovuto scendere a compromessi. Marijuana sì, legale sì... ma di certo con valori di THC al di sotto del consentito.

Ovvero: le sostanze vendute nel negozio contengono meno dello 0.6% di THC, il tetraidrocannabinolo, la sostanza che se contenuta in misura eccessiva, è causa di segnalazione alle forze dell'ordine con tutte le conseguenze penali del caso. J-Ax assicura che sia la migliore tra quelle legali e che l'apertura del negozio è "il momento che aspettava da vent'anni". C'è da credergli.

Ideale di vita o trovata pubblicitaria?

Ma cosa ha spinto l'artista ad aprire un negozio di questo genere?

Di certo ne ha parlato più e più volte nelle sue canzoni e la sua predilezione per la tanto amata/censurata sostanza non è un segreto per nessuno. Quindi l'apertura di un posto del genere sarebbe davvero il coronamento di un suo sogno, di un suo ideale di vita e di considerazioni nelle quali lui crede davvero. Un suo piccolo successo ottenuto proprio in Italia dove, come sappiamo e a differenza di altri stati del mondo, la marijuana non è già legalizzata ed utilizzata, oltre che per sfizio personale, anche a scopi seriamente terapeutici.

Si pensi al Colorado, all'Alaska, all'Oregon, all'Uruguay, al Bangladesh... o più semplicemente all'Olanda, dove non è del tutto tollerata ma è legalmente venduta nei famosi Coffee Shop.

Tutto seguiebbe insomma una linea di pensiero che l'artista ha sempre sventolato ai quattro venti, anche in maniera piuttosto fiera e poco velata. Se così fosse, avrebbe raggiunto davvero il suo scopo.

Ma c'è chi dice si tratti solo di una trovata pubblicitaria e che l'artista, dopo aver preso parte a numerosi programmi televisivi, tra cui Amici di Maria De filippi e The Voice, abbia perso di credibilità tra i suoi seguaci che parlerebbero di lui come un "venduto" e come l'ennesimo artista che, trovatosi in declino per qualche anno, ha dovuto cedere alla tentazione della tv e dei suoi meccanismi per ritornare sulla cresta dell'onda.

Quali siano le motivazioni, quelle reali, non lo sapremo mai. Di scuro J-Ax ha centrato l'obiettivo e, per come stanno andando le cose, è riuscito ancora una volta a far parlare di sé.

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