L’Agenzia Europea per il controllo dei voli (Eurocontrol) ha diramato, durante la serata di ieri, una nota nella quale informava le compagnie aeree di prestare attenzione nell'organizzare le rotte per i voli con destinazione e in transito per il Medio Oriente, in quanto nelle prossime ora ci sarebbe stato il rischio di un attacco nei confronti della Siria. Infatti pare che Stati Uniti, Francia e Inghilterra siano pronte ad attaccare lo stato governato da Bashar al-Assad con missili cruise e aria-terra.

Questo a seguito della guerra civile, che vede l’esercito siriano combattere contro i ribelli dell’esercito di liberazione della Siria; gruppo che nel tempo si è visto affiancato da combattenti provenienti da formazioni come Al-Qaeda o Al-Nusra, le stesse che fuori dai confini siriani vengono fronteggiate dagli eserciti delle forze occidentali e che, paradossalmente, all’interno degli stessi confini vengono aiutate con rifornimenti di armi e con sostegno militare, come successo lo scorso anno quando dalle portaerei USA partirono dei missili che colpirono delle basi militari siriane.

Di contro, anche le forze siriane sono state allertate e si sono disposte ai confini e le forze antiaeree sono state dispiegate presso il palazzo presidenziale, intorno alle basi militari e agli aeroporti. La decisione dell’intervento è stata presa dai governi succitati dopo l’escalation delle violenze che ha rivisto l’utilizzo di armi chimiche che la settimana scorsa hanno ucciso più di 100 persone.

L’attacco è stato effettuato, secondo le forze NATO, dal governo di Assad.

Il veto della Russia

Ieri notte si è riunito il Consiglio di Sicurezza ONU per discutere di un’indagine per determinare le responsabilità dell’attacco chimico. Il procedimento è stato interrotto in quanto, nonostante il parere favorevole di dodici nazioni, la Russia ha posto il veto. Il vicepresidente della camera russo, Serebrennikov, ha dichiarato che davanti al lancio di missili contro la Siria, il loro esercito, presente all’interno dei confini siriani, interverrà neutralizzando i missili e reagendo con una “risposta immediata” contro i responsabili dell’attacco.

Il presidente francese Macron ha rilasciato una dichiarazione nella quale sostiene che l’attacco non sarà contro gli alleati del regime, ma contro le basi militari e le postazioni dove sono presenti le armi chimiche.

Nei giorni scorsi il presidente statunitense Trump, successivamente all'attacco su Douma, si era preso qualche ora per decidere il da farsi in Siria. A quanto pare le ore stanno scadendo e un intervento militare esterno pare essere ormai certo. Come sempre, di mezzo, ci sono i civili; migliaia di persone che vengono trucidate senza nessun riguardo e nel disinteresse totale della Comunità Internazionale, che anziché cercare di porre fine a questo massacro sembra aver deciso di alimentarlo.

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