È comodo credere che, al giorno d'oggi, in Italia si sia superata la tragica scelta da parte di una madre di abbandonare il proprio figlio al suo destino: grazie a diverse pratiche mediche, infatti, concepire un bambino è ormai una fase pianificabile o aggirabile. Ma non va sempre così.

Siamo a Brescia dove, nel centro storico, è stato trovato un infante [VIDEO] di non più di 10 giorni, abbandonato nel suo passeggino senza alcun adulto a curarsi di lui. Un neonato nel vero senso della parola: il maschietto non ha sviluppato nemmeno la capacità di riconoscere la propria madre, che già si ritrova senza genitori. Un orfano nel più cupo significato della parola.

L'attaccamento alla madre

A poche ore dalla nascita, sappiamo che un bambino non ha la facoltà di distinguere il genitore da un estraneo, è al massimo in grado di distinguere il perimetro dei volti delle persone che lo accudiscono: non esiste ancora nessun attaccamento alla madre, figura centrale per lo sviluppo psicologico del bimbo. È ironico come concetto, ma abbandonare un figlio prima ancora che questi sia in grado di riconoscere la mamma, è una tragedia meno grave di altre: infatti la psiche del neonato non risentirà dell'abbandono vista la tenerissima età.

Abbandonare un figlio dopo qualche settimana, lo condanna a vivere inconsciamente questa condizione, trauma che si riproporrà in età adolescenziale con quello che viene definito "attaccamento insicuro/ambivalente", ovvero una serie di comportamenti scettici e contrastanti verso le figure autoritarie, come conseguenza dell'originario distacco traumatico materno.

Il trauma dell'abbandono

L'abbandono è un dramma che non si esaurisce nella perdita dei genitori e nell'acquisizione dello status di orfano: durante la crescita e la correlata presa di consapevolezza della propria condizione, il bambino - ormai teenager o direttamente il giovane adulto - nutrirà dei sentimenti contrastanti verso i genitori biologici [VIDEO], molto simili a quelli conseguenti ad un attaccamento insicuro/ambivalente.

Ora stiamo paradossalmente negando quanto scritto prima: un comportamento specifico verso le autorità - materna o istituzionale - verrà facilmente manifestato in ogni caso in un orfano. La scelta di abbandonare un figlio non è, quindi, solo una tragedia per il singolo evento in sé, ma una condanna ad una vita di dubbio e rancore represso, che condizionerà l'esistenza del giovane per sempre, anche dopo un'eventuale riconciliazione.