Un giudice del tribunale federale di New York ha stabilito che il Presidente Trump non potrà più bloccare gli altri users su Twitter, impedendo loro di visualizzare i sui "cinguettii" riguardanti le proprie opinioni politiche.

No block, no party

La sentenza è stata enunciata dalla giudice Naomi Reice Buchwald, del tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York. La Buchwald ha dichiarato che l'account Twitter del presidente Trump è un forum pubblico e che il blocco delle persone, che rispondono ai suoi tweet con opinioni divergenti o aperte critiche, costituisce una discriminazione, discriminazione che viola il Primo Emendamento.

La sentenza della corte è una vittoria importante per il Knight First Amendment Institute della Columbia University, che ha intentato la causa per conto di sette persone che sono state bloccate dal profilo Twitter @realDonaldTrump a causa di opinioni espresse in risposta ad alcuni tweets del presidente. Il Knight First Amendment è un istituto privato che lotta per difendere il diritto alla libertà di parola negli USA.

Il profilo Twitter ufficiale di Donald Trump vanta la bellezza di 52 milioni di follower.

Un canale usato moltissimo dal Presidente, che se ne serve per diffondere, non solo i suoi "punti di vista" ma soprattutto decine e decine di informazioni e spiegazioni sul perchè si sono prese certe decisioni. Questi ultimi diretti al popolo americano e mondiale. Bloccare degli utenti vuol dire impedire loro sia di vedere i vari aggiornamenti, sia di poter, ovviamente, rispondere a questi.

Trump, in questo caso, è come se avesse calato una benda ed un bavaglio sugli occhi e sulla bocca di questi sette utenti, solo perchè non concordi con le sue affermazioni.

Un vero e proprio atto di censura.

Un solo ordine: ignorare

La giudice, nel suo parere lungo ben 75 pagine, ha suggerito a Trump di ignorare i tweets di risposta dei suoi avversari. Ignorare, un atto semplice che non lede la libertà di espressione di nessuno.

"Il diritto di parola di una persona non viene violato quando il 'Governo', semplicemente, ignora le sue affermazioni, porgendo, invece, l'orecchio ad altri, o ancora, quando il 'Governo' amplifica la voce di un oratore rispetto a quella degli altri".

Oltre a Trump, l'accusa ha citato anche il responsabile dei social media della Casa Bianca nonchè, assistente del presidente, Daniel Scavino.

Entrambi sono stati ammoniti dal tribunale, in quanto "nessun funzionario governativo è al di sopra della legge" ed invitati a porre rimedio il più presto possibile.

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