L'archivio contenente le prove incriminanti sarebbe stato trafugato il 31 gennaio di quest'anno e portato all'attenzione del primo ministro il 1° di febbraio. Era da due anni che Israele pianificava l'operazione, cioè da quando il governo era venuto a conoscenza dell'esistenza di questo archivio.

I dettagli dell’operazione

I documenti si trovavano in un'area industriale del distretto di Shorabad, a Teheran, apparentemente in un sito abbandonato. Nel compimento dell'azione, gli agenti israeliani non sono riusciti a sottrarre tutto il materiale perché fisicamente "troppo pesante", ma sono comunque riusciti a prendere 55 mila pagine di documenti e 183 cd, contenenti 50 mila files.

Secondo il racconto di agenti del Mossad, gli iraniani avrebbero scoperto la missione nel bel mezzo del suo compimento e li avrebbero braccati, senza riuscire però ad impedire la buona riuscita dell'operazione. Un'operazione straordinaria, brillante, la migliore di questa generazione. Un colpo che avrebbe lasciato le alte sfere di Teheran in stato confusionale, dal momento che in pochi tra gli iraniani erano a conoscenza dell'archivio. L'Iran, dieci giorni dopo aveva reagito inviando droni dalla Siria verso Israele.

In risposta, Tel Aviv aveva bombardato basi siriane, con l'obiettivo, non troppo nascosto, di colpire gli iraniani.

L’analisi dei documenti

In questi mesi, un gran numero di analisti, esperti nucleari, traduttori dal farsi hanno analizzato e tradotto le carte trafugate. Lunedì il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha presentato al pubblico la grande mole di documenti, ma ci sarebbe ancora del lavoro da fare.

I dettagli ricavati finora, però, sarebbero già significativi, anche se quelli più sensibili non saranno rivelati al grande pubblico. Tanto per fare un esempio, le foto realmente incriminanti non sarebbero state quelle mostrate nello show in diretta tv di lunedì sera, come era immaginabile. Gli Stati Uniti erano naturalmente al corrente già dai primi giorni di marzo, quando Netanyahu ha incontrato Donald Trump.

Da quel momento Israele e USA hanno esaminato congiuntamente i documenti. Ed in effetti, Mike Pompeo, segretario di Stato USA, si dice sicuro sull'autenticità dei dati raccolti.

Adesso, si attendono delegazioni britanniche, francesi e tedesche per visionare i documenti. Sono stati invitati anche Putin, Xi Jinping e l'Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). Non ci è dato di sapere realmente a che livello le prove ottenute da Israele siano compromettenti. Potrebbe essere che si sia trattata di una grande rappresentazione per preparare l'opinione pubblica internazionale ad una nuova crociata, questa volta contro l'Iran.

Tuttavia, gli ultimi dettagli sull'operazione di intelligence ci raccontano una storia affascinante, degna di Hollywood. In ogni caso, accuse così pesanti produrranno sviluppi interessanti. La speranza, certamente, è che, qualunque possa essere l'evoluzione, le parti riescano ad evitare un'altra sanguinosa guerra in Medio Oriente.

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