Gli Stati Uniti procedono sempre più verso la direzione conservatrice: giusto pochi giorni fa il governatore dello Stato americano dell'Iowa Kim Reynolds ha approvato una delle leggi più severe degli ultimi tempi per quanto riguarda l'interruzione volontaria di gravidanza. Sarà infatti vietato l'aborto dopo le sei settimane dal concepimento, ovvero, dal momento in cui è possibile ascoltare il battito del feto.
La legge, che entrerà in vigore dal primo luglio, prevede l'obbligo da parte dei medici di effettuare un'ecografia a qualunque donna richieda di interrompere la gravidanza: nel caso in cui il medico sia in grado di ascoltare il battito cardiaco del feto, scatterà il tassativo divieto di praticare l'aborto.
"Penso che ogni vita innocente sia preziosa e sacra, e come governatore ho promesso di fare tutto quanto in mio potere per proteggerla. Ed è quello che sto facendo oggi" ha detto il governatore dopo la firma sul decreto.
Il caso del Mississipi
L'Iowa non è di certo il primo Stato a navigare l'onda del conservatorismo che ha investito gli Stati Uniti dall'elezione del presidente Trump. Infatti, lo scorso marzo è stata approvata anche nello Stato del Mississipi una dura legge contro l'aborto: il Gestational Age Act, che vieta l'aborto una volta superate le quindici settimane di gestazione, esclusi i casi in cui la vita della madre si trovi in grave pericolo, il feto abbia una qualche menomazione irreversibile che pregiudichi funzioni indispensabili alla vita o una grave malformazione.
Una grande vittoria per il movimento pro-life ma che non ha mancato di scatenare proteste in tutti gli Stati Uniti, tra cui quelle del movimento femminista: Elizabeth Nash ha infatti definito la legge come l'ennesimo passo verso la "progressiva riduzione del diritto di scelta delle donne".
Mentre il governatore Phil Bryant aveva commentato così a poche ore dalla firma sul decreto: "Mi impegno a rendere il Mississipi il luogo più sicuro della Confederazione per la nascita di un bambino e questo disegno di legge ci aiuterà a conseguire questo obiettivo", sostenendo la maggiore sicurezza degli aborti stabiliti in minor tempo, rispetto a quelli a lungo termine, sulla salute della donna.
U.S.A anti-aborto: cosa è cambiato con il governo Trump
Uno dei primi ordini esecutivi firmati da Trump è stato quello della "Mexico City Policy", approvata già dai presidenti che l'hanno preceduto Reagan e Bush, ed eliminata da Obama nel 2009, che vieta il finanziamento americano ad enti nazionali e internazionali che si occupano di informazione per i metodi di interruzione della gravidanza e di assistenza sanitaria; una decisione importante se si pensa che L'America è il più grande finanziatore delle Organizzazioni No-Profit che si occupano di aborto nei paesi in via di sviluppo.
Inoltre, il governo ha finanziato, negli ultimi anni, con quasi mezzo miliardo di dollari, tutte le associazioni internazionali che si occupano di salute riproduttiva e hanno annunciato che si occuperanno di cancellare tutti i fondi federali all'associazione Planned Parenthood, organizzazione no-profit, che si occupa anche di servire servizi di interruzione di gravidanza.