''Avrei voluto almeno ricevere delle scuse''. Laura Comi ripercorre nell'aula del Tribunale di Busto Arsizio, davanti al giudice Valeria Recaneschi la sua brutta avventura, cominciata nel 2015. L’europarlamentare di Forza Italia ha subito per anni le attenzioni morbose di uno stalker, Giovanni Bernardini, imprenditore ed ex candidato a sindaco di Jesolo. Inizialmente si è trattato di semplici post sui profili pubblici dell'esponente politica, che non avevano destato preoccupazione, ma a partire dal gennaio 2017 le attenzioni dell'uomo si sono fatte più asfissianti [VIDEO]: “I suoi messaggi iniziarono ad arrivare direttamente sul mio cellulare – ricorda la Comi – mi è stato riferito che aveva avuto il mio numero da un collega di partito”.

Dai messaggi agli appostamenti sotto casa

L'europarlamentare, che aveva anche conosciuto di persona Bernardini durante un incontro politico a Jesolo, elenca in aula il contenuto della valanga di messaggi che sono cominciati ad arrivarle: ''Mi avvisava che stava assistendo alle trasmissioni televisive in cui ero presente, scriveva che voleva fare l’amore da me, avere dei figli e sposarmi, era giunto perfino a prenotare la chiesa per il matrimonio, utilizzando un nome falso''. Ma non basta: più volte l’imprenditore ha pedinato la Comi, fino a seguirla sotto casa: ''Alla fine mi sono trasferita da Saronno, ho rinunciato al cellulare che utilizzavo per lavoro e ho smesso di pubblicizzare gli appuntamenti politici in cui ero presente; dove vivo adesso non c’è nemmeno il mio nome sul citofono''.

L’arresto per stalking durante la partita

La politica ha raccontato anche del profilo Facebook che l’uomo aveva realizzato per dichiararle il suo affetto: un giorno si era presentato direttamente alla porta dell'abitazione con dei fiori, altre volte glieli aveva fatti recapitare dal fioraio. Più volte l’esponente di Forza Italia gli aveva intimato di smetterla, di lasciarla in pace, ma Bernardini aveva continuato ad importunarla [VIDEO]. “Sono arrivata a sporgere 22 denunce contro di lui – aggiunge la Comi – ormai vivo in uno stato d’ansia, ho sempre timore che possa seguirmi fino a Bruxelles”. Inoltre l’attività politica dell'europarlamentare è stata pregiudicata per mesi dall'impossibilità di comunicare ai sostenitori i propri spostamenti. Ma tutte le precauzioni non sono servite a nulla: infatti per due volte Bernardini si è trovato a pochi metri dalla sua vittima nel corso di incontri pubblici, nonostante gli fosse stato proibito di farlo. È accaduto durante un evento politico a Legnano il 4 giugno 2017 e – ironia della sorte – mentre la politica partecipava ad una partita contro la violenza sulle donne lo scorso 22 settembre. In quell'occasione è stato identificato dalla Digos ed arrestato, perché non aveva rispettato il divieto ad avvicinarsi. Il 28 giugno è fissata la prossima udienza di questo processo, che potrebbe finalmente liberare Lara Comi da quest'incubo.