Il documento sulla revisione del triage (che "mette in soffitta" i quattro codici colore ed assicura maggiora autonomia agli infermieri) è pronto da ormai due anni, ma - nonostante il passaggio "in sede tecnica" - la Conferenza Stato-Regioni non ha ancora dato il via libera. Le Regioni, intanto, stanno provando a portarsi avanti per adattare alla propria realtà organizzativa i nuovi sistemi. Così, dopo la Toscana (che ha introdotto il "See and Treat") si è mosso il Friuli Venezia Giulia (con un documento ad hoc), l'Abruzzo (che ha redatto le linee guida sul triage del futuro). Ora, tocca alla regione Lazio che dice addio ai codici colore nei pronto soccorso.

Codici colore

Quando si arriva in pronto soccorso, si mette in atto un processo di smistamento, una sorta di filtro assistenziale (denominata dagli addetti ai lavori "triage") che consente al personale ospedaliero di assegnare ai pazienti la priorità per l'accoglienza e per la terapia; in base ad un decreto del Ministero della Sanità, si utilizza, per questo processo, un codice colore.

Il codice rosso, come è risaputo, indica una situazione molto grave (che può mettere in serio pericolo la vita del paziente) e dà diritto alla massima priorità, il codice giallo è utilizzato nei casi ritenuti di "media criticità" e con "rischio evolutivo, il codice verde viene assegnato per i casi che non comportano "rischi evolutivi", mentre, infine, il codice bianco è riservato a quelle situazioni poco gravi che, al fine di evitare il sovraffollamento del Pronto Soccorso, potrebbero essere trattate dal medico di famiglia.

Tra, poco, dal prossimo anno, a Roma e nel Lazio le cose saranno diverse in quanto il sistema di filtraggio non farà più riferimento ai codici colore.

Codici numerici

Alessio D’Amato, assessore regionale all’Integrazione socio-sanitaria, ha presentato, nei giorni scorsi, l'aggiornamento delle linee guida sul triage intraospedaliero, operativo da gennaio 2019.

Nei prossimi mesi, il personale dei Pronto Soccorso del Lazio, si avvarrà di 5 codici numerici.

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Il numero 1 indicherà l'emergenza, il 2 l'urgenza, il 3 l'urgenza differibile, il 4 verrà utilizzato per l'urgenza minore, mentre il 5 indicherà la non urgenza.

D'Amato ha precisato che la sperimentazione delle nuove linee guida, condotta nel 2017, ha interessato, nel Lazio, 8 pronto soccorso di altrettanti ospedali e 3 pronto soccorso pediatrici. In tutto, sono stati coinvolti 80 operatori sanitari (tra infermieri e medici) e circa 7 mila pazienti.

L'assessore, ha, infine, sottolineato che l'introduzione dei codici numerici consentirà di fornire ai pazienti cure sempre più appropriate e di migliorare la qualità del servizio sanitario.

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