Una nuova scossa di Terremoto di magnitudo 3.0 della scala Richter ha colpito, alle 12,41 (ora italiana), l'Abruzzo settentrionale. Secondo l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) il sisma avrebbe avuto il suo esatto epicentro nella provincia di L'Aquila, fra i comuni di Pizzoli e Scoppito. Sempre secondo le prime stime preliminari l'ipocentro dell'evento sarebbe stato individuato a 10 chilometri di profondità.

L'EMSC (Centro Sismologico della zona Euro-Mediterranea) conferma i dati forniti dall'INGV e aggiunge che la scossa sarebbe stata avvertita in diverse aree dell'Abruzzo, specialmente a L'Aquila, dove gli abitanti continuano ad avvertire fenomeni più o meno intensi ormai da quel maledetto 6 aprile 2009, quando un violento terremoto di magnitudo 6.3 [VIDEO]provocò danni fino all'VIII grado della scala Mercalli e 309 vittime.

Prosegue lo sciame sismico anche lungo i bordi settentrionali del cratere della sequenza del 2016

Nella notte e nella mattina odierna, intanto, altre due scosse superiori a magnitudo 2.0 della scala Richter hanno interessato quello che è stato riconosciuto come il margine settentrionale del cratere sismico dopo la lunga e violentissima sequenza che si è attivata il 24 agosto 2016 con il terremoto di magnitudo 6.0 che ha colpito Amatrice.

Gli eventi di oggi hanno insistito, invece, sulle Marche, nella provincia di Macerata, dove la sequenza sismica si è spostata nei mesi successivi al terremoto di Amatrice, con due scosse violente, di magnitudo 5.4 e 5.9 della scala Richter, durante la sera del 26 ottobre 2016.

Alle 2:09 di oggi, un primo sisma di magnitudo 2.3 ha interessato l'area a sud di Muccia, colpita il 10 aprile 2018 da una scossa di magnitudo 4.6 della scala Richter [VIDEO].

Sucessivamente, alle 6:59, un altro evento di magnitudo 2.4 ha colpito una zona poco ad ovest sempre del comune di Muccia.

Terremoto connesso alla sequenza del Gennaio 2017?

L'evento di oggi fa parte della lunga sequenza sismica del Centro Italia? Non si può dire con assoluta certezza, vista la difficile conformazione del complesso sistema di faglie lungo l'Appennino che attraversa tutta la nostra penisola. Se però torniamo indietro nei mesi ricordiamo che il 18 gennaio 2017 furono almeno quattro le scosse che toccarono o superorono magnitudo 5.0 della scala Richter, ma non si verificarono nel Lazio o al confine fra Umbria e Marche. Invece si concentrarono in quello che venne riconosciuto come il bordo più meridionale del cratere sismico della sequenza, fra Montereale e Campotosto, area prossima a quella interessata dal lieve terremoto odierno.