Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 della scala Richter è stata registrata dalla Sala Sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle 20:46 (ora italiana) di questa sera, con epicentro sull'Appennino Tosco-Romagnolo, fra le province di Firenze, Ravenna e Forlì-Cesena. Il sisma, che ha avuto il suo esatto collocamento fra i comuni di Tredozio e Portico San Benedetto, è stato nettamente avvertito dalla popolazione, fino alle porte di Faenza e Forlì, generando un po' di apprensione fra gli abitanti della zona.

L'ipocentro dell'evento è stato individuato dall'INGV a circa 6 chilometri di profondità e proprio per questo le onde sismiche sono arrivate con più energia in superficie.

L'EMSC (Centro sismologico della zona Euro-Mediterranea) fornisce dati pressoché uguali, attribuendo un ipocentro un poco meno superficiale, prossimo agli 8 chilometri di profondità.

Non si segnalano danni a cose o persone.

Si tratta di uno sciame sismico

Si è attivato uno sciame sismico nell'area.

Infatti, già oggi pomeriggio, un altro terremoto aveva interessato la medesima area. L'evento, di magnitudo 3.3 della scala Richter, era stato anch'esso avvertito distintamente dalla popolazione alle 16:20 (ora italiana). In particolare sempre per via della sua superficialità. In effetti l'ipocentro sarebbe stato individuato, sia dall'INGV che dall'EMSC, ad appena 5 chilometri di profondità.

Alle 21:03 è stata rilevata una scossa di assestamento di magnitudo pari a 2.7 della scala Richter a 6 chilometri di profondità.

Alle 21:36 si è verificato un 2.1 a 7 chilometri di profondità.

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Cronaca Nera

La Romagna è una regione sismica

La Romagna, e con essa tutto l'Appennino Tosco-Romagnolo, è considerata ad elevato rischio sismico. Qui,infatti, sono possibili terremoti anche di forte intensità.

Il 22 Marzo 1661 un terremoto di magnitudo stimata intorno a 5.8 della scala Richter colpì Galeata, in provincia di Forlì-Cesena, interessando un'area di 570 chilometri quadrati, compresa fra le vallate dei fiumi Montone, Bidente, Rabbi e parte della valle del Senio.

4560 case appartenenti a 15 abitati furono gravemente danneggiate. Il 24% di queste crollarono totalmente o divennero completamente inabitabili. Gli effetti furono devastanti anche a Civitella di Romagna. In tutta l'attuale provincia vi furono danni consistenti ad edifici sia pubblici che privati.

Altri forti eventi sismici si sono avuti nel 1279, nel 1483 e nel 1584.

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