Nuovo colpo di scena nella brutta storia del Dieselgate, ossia lo scandalo delle emissioni inquinanti [VIDEO] alterate sui veicoli diesel del gruppo Volkswagen venduti in Europa e negli Usa. Ieri, 18 giugno 2018, è stato arrestato il ceo Audi Rupert Stadler, una personalità di spicco nell'ambito dell'economia e della finanza tedesca. E pensare che proprio il Ceo del gruppo Volkswagen, Winterkorn, volle Stadler al vertice del marchio Audi, vero vanto del gruppo sia sul versante dello stile che dell'innovazione. Sembra che Rupert Stadler abbia avuto stretti rapporti con Ulrich Hackenberg, responsabile ricerca e sviluppo di Audi, prima, e del gruppo VW dopo.

Hackenberg ha lasciato il suo incarico poco dopo lo scoppio del Dieselgate.

Audi, Stadler in manette come Hatz

Il ceo Audi è stato arrestato per il suo coinvolgimento nello scandalo delle emissioni inquinanti. Un trattamento analogo aveva subito anche Wolfgang Hatz, coordinatore della progettazione di tutti i propulsori del gruppo Volkswagen, passato poi in Porsche. Per lui erano scattate le manette perché non avrebbe collaborato con gli inquirenti. E' indubbio che Stadler, uno degli ultimi protagonisti del Dieselgate ancora in libertà, sia stato arrestato anche per responsabilità non sue. Gli inquirenti tedeschi pensano che il Ceo Audi avrebbe potuto occultare prove rilevanti per l'indagine.

Audi, il software che falsificava i dati sulle emissioni

Nei giorni scorsi, prima dell'arresto, gli investigatori avevano eseguito una perquisizione nella casa di Monaco di Rupert Stadler per trovare elementi probatori.

Audi, prestigioso marchio automobilistico tedesco, è accusato di aver venduto in Europa e negli Stati Uniti tantissime vetture diesel, dal 2009, con il software che taroccava i dati sulle emissioni inquinanti. Stadler era diventato ceo del brand degli anelli il 1 gennaio 2010 e, secondo gli investigatori, non poteva essere all'oscuro dello scandalo delle emissioni inquinanti, e quindi dell'utilizzo del software che falsificava i dati sulle stese. Adesso il manager è accusato di frode e false dichiarazioni relativamente al Dieselgate.

Lo scandalo delle emissioni inquinanti relativo ai veicoli del gruppo VW è scoppiato nel 2015. Era stato scoperto un particolare software che sulle vetture diesel rilevava l'attimo in cui le macchine venivano sottoposte ai test inquinanti e automaticamente diminuiva le emissioni e le prestazioni. In tal modo, i test venivano sempre superati [VIDEO]. Solo negli Stati Uniti era stato disposto il ritiro di circa 500mila veicoli con propulsore TDI, quello sotto accusa. Il Dieselgate, finora, è costato al gruppo VW oltre 25 miliardi di euro.