È tutto supportato da una tecnologia esistente dagli anni ’70 chiamata CCS (acronimo, dall’inglese, di Cattura e Stoccaggio del Carbonio). Solo oggi è stata però introdotta su larga scala, anche a causa della catastrofe a cui ci stiamo lentamente avvicinando dal punto di vista ambientale a causa dei gas serra.

Un 'ponte' tra il fossile e il rinnovabile

Il fatto che provenga da fonti fossili potrebbe far storcere il naso, eppure, nonostante le fonti rinnovabili [VIDEO] stiano prendendo piede abbastanza velocemente e il loro costo stia lentamente diminuendo, l’80% delle fonti di Energia che il pianeta utilizza proviene ancora da combustibili di natura fossile.

Questa tecnologia è adatta per essere utilizzata come una sorta di 'tampone' venendo così incontro agli alti tassi di emissioni di anidride carbonica in attesa che il rinnovabile si sviluppi a tal punto da prendere un giorno, inevitabilmente, il posto del petrolio.

Il 2017 ha inoltre fatto registrare l’ennesimo record di emissioni in tutto il mondo, che sta per vari motivi (politici soprattutto) procrastinando sempre più la data in cui iniziare a tagliare definitivamente i consumi di combustibili fossili; motivo in più per cui questa idea debba essere presa seriamente in considerazione.

Il funzionamento

Con un investimento di circa centoquaranta milioni di dollari, la start-up ideatrice chiamata NETPower con sede in North Carolina, ha progettato la centrale il cui funzionamento segue il Ciclo di Allam che, in parole povere,consiste nel bruciare ossigeno puro e gas naturale in una 'camera' che contiene già diossido di carbonio supercritico (particolare stato chimico).

Dalla combustione viene prodotto altro diossido di carbonio, acqua e molto calore che, a causa della pressione, fa muovere una turbina generando così elettricità [VIDEO]. La miscela raffreddata viene poi separata in varie parti che prendono strade diverse; l’acqua viene scaricata, il diossido di carbonio viene prelevato 'quanto basta' per essere poi compresso, tornare supercritico e ricominciare il ciclo (in cui viene mantenuta una quantità di gas costante) mentre la quantità che avanza viene sotterrata. Il tutto senza alcuna dispersione nell’atmosfera.

Bassi costi grande efficienza

Altro grande beneficio della centrale della NETPower sono proprioi costi: il prezzo di tutto questo meccanismo non è molto lontano da quello di un comune impianto, si aggira infatti intorno ai sei centesimi per kWh. Il trucco come spiegato poc’anzi è proprio l’utilizzo della stessa emissione di CO2 per far muovere le turbine, invece del vaporea cqueo.

Si ipotizza una possibile apertura di un impianto da ben trecento MW per il 2021 che potrebbe dare energia a ben duecentomila case americane, il tutto, senza fare ulteriori danni all’atmosfera.