Giovedì scorso, l'operaio forestale Giuseppe Secci, 65 anni, è stato aggredito da un cinghiale in campagna, a pochi metri dalla sua abitazione, a Villaputzu (Cagliari). L'aggressione dell'animale è costata la vita al signor Secci. Il corpo esanime dell'operaio forestale sardo è stato immediatamente sottoposto all'esame autoptico, da cui è emerso un decesso per dissanguamento. Il 65enne sarebbe stato azzannato [VIDEO] a una gamba e, poco dopo, avrebbe perso i sensi. L'autopsia effettuata dal medico legale Roberto Demontis, designato dalla Procura di Cagliari, ha permesso di chiarire le cause della morte dell'operaio sardo.

Sardegna, operaio forestale non era tornato a casa

Giuseppe Secci, introverso e solitario, si trovava nel suo podere quando aveva scorto un cinghiale.

Aveva probabilmente provato a fuggire ma il mammifero artiodattilo è stato più veloce e l'ha azzannato alla gamba, recidendogli un'arteria. L'animale era furioso perché, secondo le ricostruzioni, era appena riuscito a liberarsi da un cavo d'acciaio che lo aveva intrappolato. L'operaio forestale non ha avuto nemmeno il tempo di chiedere aiuto perché, a causa dell'abbondante fuoriuscita di sangue, ha perso i sensi nel giro di pochi minuti. A lanciare l'allarme è stato un collega di lavoro a cui Secci avrebbe dovuto dare il cambio. Gli agenti del Corpo forestale e i carabinieri della Compagnia di San Vito avevano avviato le indagini subito dopo la denuncia. Non è stato impiegato molto tempo per ritrovare il corpo senza vita dell'operaio forestale.

Corpo esanime di un ragazzo nelle campagne sarde

Sempre in Sardegna, nei giorni scorsi, è stato trovato il corpo senza vita di un 27enne.

La salma si trovava nelle campagne di Maracalagonis. Il corpo è stato sottoposto ad autopsia. Si attende il risultato. Gli investigatori, per il momento, non escludono nessuna ipotesi. Il decesso per overdose [VIDEO], comunque, è quella più accreditata.

Il ragazzo morto nelle campagne sarde nei giorni scorsi, contemporaneamente al ritrovamento del corpo di Giuseppe Secci, si chiamava Luca Paulis. Secondo le prime indiscrezioni, sul corpo del giovane, a differenza dal caso dell'operaio forestale, non sono stati trovati segni tali da far ipotizzare un intervento esterno. Ecco perché, adesso, l'ipotesi più avvalorata è quella dell'overdose. A chiarire ogni dubbio saranno i risultati dei test tossicologici.