Anche le coppie gay si separano. A un anno dal fatidico sì, due donne vicentine hanno chiesto e deciso di comune accordo di porre fine alla loro unione civile. Così, dopo il primo caso di due uomini della provincia di Savona, ora tale decisione chiama il tribunale civile di Vicenza a doversi pronunciare su una richiesta del tutto nuova. Con passaggio di carte tra avvocato, pubblico ministero e giudice, le due donne vedranno presto l’ufficializzazione della fine del loro vincolo civile e converranno insieme riguardo alla gestione delle spese a carico dell’ormai ex coppia.

La relazione e le decisioni

Le due vicentine, rispettivamente di 35 e 40 anni, dopo un periodo di fidanzamento a cui era seguita la convivenza, appena un anno fa, avevano deciso di unirsi civilmente, alla presenza di amici e parenti e di fronte ad un ufficiale civile che ne sancisse il vincolo.

Ben presto, però, le due si sono trovate di fronte a problematiche che ogni coppia che si rispetti sa di dover affrontare almeno una volta nella vita: abitudini e opinioni diverse e divergenze caratteriali. Sarebbero state proprio queste a rendere impossibile il proseguimento della relazione.

Così, da un anno dal “matrimonio” e da più di due anni dall’approvazione della legge Cirinnà, in seguito alla comune decisione di "divorziare", le due ormai ex compagne hanno presentato la richiesta di rompere l’unione all’ufficio di stato civile del Comune di residenza e dopo tre mesi, secondo quanto previsto dalla legge, sono comparse in tribunale insieme al loro avvocato.

L’iter

Le due si sono presentate davanti a Marina Caparelli, giudice presidente della seconda sezione. In ballo, oltre allo scioglimento del vincolo, ci sarebbe la gestione di una casa di proprietà e di due animali, rispettivamente un cane e un gatto, con tanto di spese veterinarie, che dovranno dividersi al 50%.

Il tutto passerà nelle mani del pubblico ministero, per poi tornare al giudice, che alla fine emetterà la sentenza.

Era prevedibile che, in seguito all’approvazione della tanto attesa legge Cirinnà, vi fosse un gran numero di unioni civili. È, però, altrettanto fisiologico che ad un’ondata di unioni, vi fosse qualche “divorzio”. Secondo i numeri forniti dal Ministero dell’Interno, solo nella provincia di Verona, prima provincia veneta per il numero di sì tra coppie dello stesso sesso, sono state 102 le coppie che hanno deciso di unirsi. Più in basso c’è proprio Vicenza, a quota 78. Tra queste, è proprio a Vicenza che nasce il primo caso di “separazione” in Veneto.

D’ora in poi si rende così necessario che i tribunali, dopo essersi già attrezzati per le unioni civili, lo facciano anche in materia di separazione per le coppie omosessuali.