Daisy Osakue, primatista nel lancio del disco, è soltanto una tra le vittime della "banda dell'uovo". La giovane è stata aggredita nella notte mentre tornava a casa a Moncalieri (provincia di Torino) dove abita. I carabinieri hanno descritto che la 22enne di origini nigeriane è stata avvicinata da un'auto, una Fiat Doblò già segnalata nei giorni scorsi, dalla quale qualcuno si sarebbe sporto per tirarle al viso un uovo. Gli investigatori però escludono il movente razziale, poiché altre vittime bianche sono state colpite in precedenza.

La banda dell'uovo ha già fatto altre vittime

Questo episodio di cronaca è diventato anche un caso politico, non solo perché la giovane è una famosa ginnasta ma per via del suo colore della pelle. Il fatto è avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 di luglio, l'uovo che l'ha colpita in viso le ha prodotto una leggera abrasione della cornea; l'atleta ha rischiato di non poter partecipare ai prossimi Europei, ma la sua volontà è ferrea. "Cascasse il mondo a Berlino ci vado assolutamente" ha dichiarato Daisy, e sull'accaduto la 22enne non ha dubbi, è razzismo: 'Lo hanno fatto apposta, non volevano colpire me in quanto Daisy ma in quanto ragazza di colore".

L'atleta non si è lasciata però abbattere dall'accaduto.

"Parto comunque con la squadra, gareggio giovedì" ha dichiarato. Ora gli inquirenti sono al lavoro per cercare i responsabili, i quali sembrano essere collegati ad altri episodi avvenuti in città sempre con lancio di uova ai passanti. I primi accertamenti hanno rilevato che il movente razzista non c'è, poiché le altre vittime sono bianche: tra loro c'è un pensionato, e altre tre donne non di colore.

Le reazioni politiche sull'accaduto

Le reazioni dei politici, soprattutto di sinistra, sono state immediate e accalorate. Renzi ha twittato un post in cui ha parlato di un'aggressione fisica da parte di "schifosi razzisti". Per Fiano e Delrio il governo deve riferire in Parlamento in quanto, a parer loro, ci sarebbe un'emergenza razzismo che "nessuno può negare".

Civati accusa Salvini di rivoler riportare l'Italia ai tempi dell'Alabama degli anni '60, dove il razzismo da parte degli statunitensi bianchi era molto accentuato. I 5 Stelle sono invece più cauti, parlano di gesti inqualificabili e non di razzismo, ma chiedono alle autorità di trovare al più presto i responsabili per assicurarli alla giustizia. A margine del dibattito politico anche il presidente del Coni dice la sua e fa sapere che "Daisy non è l'unica atleta di colore a gareggiare per l'Italia".