Sono tutti vivi i 12 ragazzini thailandesi rimasti intrappolati, con il loro giovane allenatore, nella grotta naturale di Tham Luang. Il gruppo è stato ritrovato ieri, dopo 9 giorni di ricerche, da due speleologi britannici: si trovavano tutti su una sorta di spiaggia [VIDEO], sempre all'interno della grotta. Erano semisvenuti, ma le loro condizioni sembravano tutto sommato buone, L'incubo, però, non è ancora finito. Le operazioni di soccorso potrebbero durare fino a 4 mesi.

Cibo ed assistenza garantiti

"Il gruppo, probabilmente, potrà ritornare in superficie a novembre, al termine della stagione delle piogge". Ha rivelato un portavoce dell'esercito che ha aggiunto.

"I ragazzi intrappolati nella grotta, potrebbero potersi spostare solo a nuoto e, per questo, dovranno essere addestrati a muoversi in totale sicurezza sott'acqua".

Durante questi mesi, i ragazzi (tutti tra gli 11 e i 16 anni) ed i loro mister ventenne non saranno soli: potranno contare su un'assistenza continua. I soccorritori stanno iniziando a portare cibo e acqua e proveranno anche a far arrivare bombole d'ossigeno e cavi elettrici in modo da assicurare loro un punto luce ed un collegamento con i famigliari.

Il governatore della regione di Chiang Rai, Narongsak Osotthanakon, ha aggiunto che sarà, inoltre, predisposta un'assistenza psicologica in modo da scongiurare traumi.

Le operazioni di soccorso

Inizialmente, il governatore Osatanakorn aveva dichiarato che i 13 dispersi sarebbero portati all'esterno della grotta nel giro di poche ore.

Presto, però, la gioia e l'entusiasmo per il ritrovamento [VIDEO]si sono trasformati in una vera e propria sfida. Poco fa, è stato annunciato che le operazioni di soccorso e di recupero potrebbero durare anche mesi.

Nelle prossime ore, un medico in grado di immergersi, raggiungerà i ragazzi che, come precisato più volte, non saranno mai lasciati soli. I soccorritori, infatti, rimarranno con loro, nella grotta, fino a quando tutti saranno i grado di percorrere il tratto - lungo poco più di 3 km - che li separa dall'uscita.

Nessuno dei giovani, da quanto si è appreso, sa nuotare. Inoltre, in questo momento, appaiono troppi deboli per affrontare un percorso al buio giudicato impegnativo anche per un sub esperto.

Il team svedese

I soccorritori sono al lavoro per aprire un varco asciutto e stanno pompando via l'acqua dalla grotta. Nei prossimi giorni, però, è prevista pioggia e il maltempo potrebbe rendere le operazioni molto difficoltose.

Il capitano della Marina Anand Surawan ha spiegato che, in alternativa, si potrebbe provare ad aprire un varco dall'alto e, dunque, ha autorizzato le esplorazioni per uno scavo.

Una svolta nelle operazioni di soccorso ed estrazione, però, potrebbe arrivare da un team svedese che, proprio in queste ore, ha raggiunto la vicina Mae Sai. I sommozzatori sono dotati di maschere speciali che consentono di respirare anche a chi non sa usare strumenti sub e muoversi sott'acqua.