Un episodio di estrema crudeltà accaduto nel trapanese [VIDEO]. Il proprietario di un cane avrebbe gettato il proprio animale in mare legandolo con una pietra al collo. Per fortuna il cane è riuscito miracolosamente a liberarsi dalla trappola ed ha guadagato la riva. Per l'autore di questo gesto, rintracciato perché il cane è regolarmente fornito di un microchip, è pertanto scattata la denuncia.

L'intervento del Nucleo Italiano Tutela Animali

La vicenda è accaduta a Lido Valderice, località turistica dell'Agro Ericino in provincia di Trapani. Il cane è stato assicurato con una corda legata ad una grossa pietra [VIDEO] ed è stato gettato in acqua, ma l'animale è riuscito a liberarsi dal collare e si è messo a nuotare verso la riva.

La situazione era stata notata da un gruppo di bagnanti che hanno chiamato le forze dell'ordine e soccorso il cane. Tramite il microchip, si è scoperto che si tratta di una cagnolina di nome Mia e si è risaliti anche all'identità del proprietario. La vicenda ha destato parecchio scalpore sui social, a ricostruirla sulla propria pagina Facebook è stata l'associazione Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali, presieduta da Enrico Rizzi. "Questo 'signore' lo denunciamo e lo portiamo in Tribunale, è una promessa" si legge sul post pubblicato dal NOITA. Oltretutto, nel suo drammatico tentativo di salvarsi la vita, la cagnolina ha riportato ferite alle zampe ed al collo che hanno reso necessarie le cure veterinarie. Della vicenda si sta occupando anche l'amministrazione comunale di Valderice, il sindaco Francesco Stabile ha incontrato Rizzi.

Dall'associazione confermano l'intenzione di denunciare il proprietario e costituirsi parte civile nel procedimento per ottenere, oltre alla condanna dell'autore di questo gesto, anche la confisca dell'animale, attualmente sottoposto a sequestro penale. Il proprietario di Mia si sarebbe difeso dichiarando che stava solo cercando di convincere la sua cagnolina a fare il bagno.

La raccolta fondi

Enrico Rizzi ha inoltre lanciato una raccolta fondi sulla pagina Facebook del NOITA. "Ho incaricato il mio ufficio legale di predisporre gli atti per la denuncia, il proprietario merita una condanna con il massimo della pena prevista". Viene dunque chiesto di sostenere le spese legali del procedimento e stando agli ultimi dati presenti sulla pagina, sono già stati raccolti oltre 1.100 euro a fronte dei 2.500 previsti. Il reato previsto dall'articolo 544 ter del codice penale prevede la detenzione dai 18 mesi ai 3 anni e/o una multa tra i 5.000 ed i 30.000 euro.