Sono lo 'spauracchio' dei vacanzieri perché sono entrati in vigore in coincidenza con l'avvio del grande esodo d'agosto [VIDEO]. I nuovi 'super tutor' autostradali appena attivati sono già temutissimi dagli automobilisti perché - a differenza dei precedenti - vedono tutto e si accorgono di ogni infrazione, anche se i pagamenti inerenti la propria auto siano regolari o meno.

Nulla sfugge all'occhio dei nuovi 'controllori' tesi a garantire la sicurezza stradale. Sostituscono i vecchi impianti spenti alla fine dello scorso maggio in seguito a una controversia giudiziaria, mentre se ne è subito scatenata una nuova. Per il momento ne funzionano 22 sulle principali tratte, ma altri se ne aggiungeranno.

'Super tutor', differenza con i precedenti

I nuovi tutor 'SICVe-PM' - acronimo di Sistema Informativo per il Controllo della Velocità con PlateMatching - sono stati sviluppati da 'Autostrade Tech'. A differenza dei precedenti, bloccati su disposizione dei giudici capitolini a seguito di un contenzioso sul brevetto, sono in grado di 'fotografare' tutto il veicolo al suo passaggio, non più soltanto la targa. Rilevano vari elementi contemporaneamente così da avere un quadro completo, compreso l'aspetto burocratico del mezzo in transito. Questo perché i nuovi 'radar' integrano le telecamere poste appena fuori dall'autostrada in grado di vedere se l'auto sia in regola con bollo, revisione o se ci siano delle irregolarità: potrebbe essere rubata. Il sistema di monitor in dotazione al ministero dell'Interno si collega direttamente a banche dati e archivi della Motorizzazione.

Il nuovo sistema riconosce il tipo di veicolo in transito, individua se sia un furgone, un autoarticolato, un'utilitaria: dato non secondario dal momento che i limiti di velocità sono differenti. L'occhio elettronico determina la velocità a cui procede un mezzo e se stia rispettando i limiti. E così, se ad esempio in passato un pullman che andava a 120 chilometri contro i 100 consentiti avrebbe potuto farla franca, ora non potrebbe più accadere.

Storia del tutor tra vecchi e nuovi contenziosi

Il tutor, introdotto nelle autostrade italiane nel 2004 d'intesa tra Polizia Stradale, Autostrade italiane e associazioni di consumatori, copriva 3100 chilometri di rete autostradale. Il 28 maggio, dopo una battaglia legale durata 12 anni, è stato spento dalla Corte d'Appello di Roma che ha dato ragione alla Craft. La piccola azienda di Greve in Chianti sosteneva che società Autostrade le avesse rubato il brevetto. Nel frattempo Autostrade ha presentato ricorso in Cassazione. Ma intanto i pannelli rivelatori sono stati disattivati. Ora un nuovo contezioso rischia di spegnere anche quelli appena attivati. [VIDEO]

Alessandro Patané, imprenditore di Latina, attuale proprietario del brevetto originario Tutor e titolare del software che consente al sistema di funzionare, ha presentato due querele chiedendo la verifica del dispositivo Sicve-PM: anch'esso avrebbe copiato l'originale.