Due bambine, nate a poche settimane di distanza l'una dall'altra, accomunate dallo stesso triste destino. Le piccole sono morte di pertosse all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, inutili i tentativi dei medici di salvare le loro vite. Sembra proprio che le madri non fossero vaccinate contro la malattia.

Due casi diversi, stesso destino

Una delle due neonate era figlia di una donna italiana residente a Treviglio, l'altra di madre rumena residente nel cremasco. Hanno contratto la pertosse e sono state ricoverate, rispettivamente, nei nosocomi di Alzano e Treviglio. Alla luce della gravità delle condizioni, i medici ne hanno disposto il trasferimento a Bergamo, ma purtroppo nessuna delle due bambine è riuscita a sopravvivere.

In base a quanto riportato sull'Eco di Bergamo, 'le due donne hanno avuto gravidanze senza problemi, ma nessuna delle due era vaccinata [VIDEO] contro la pertosse, nè tanto meno si era sottoposta ad una recente profilassi sulla patologia. Entrambe, in passato, avrebbero contratto la pertosse.

L'appello del virologo Roberto Burioni

La vicenda potrebbe riaprire uno dei dibattiti più accesi, anche a livello politico [VIDEO], relativo ai vaccini. Ad ogni modo il virologo Roberto Burioni è intervenuto sul doppio caso ed ha lanciato un appello dalla sua pagina Facebook. "Non tutti i vaccini proteggono per sempre, ci sono quelli che forniscono un'immunità limitata nel tempo ed è il caso di quello per la pertosse". Oltretutto, nel caso della specifica malattia, anche averla contratta in passato non fornisce alcuna protezione permanente.

Fino agli anni '90 veniva usata un'altra tipologia di vaccino contro questa malattia, ma fu deciso di sospenderla perché causava effetti collaterali non trascurabili. "Da quel momento - spiega il dottor Burioni - abbiamo utilizzato un vaccino sicuro sotto questo punto di vista, ma è meno potente. Si tratta di un vaccino acellulare, efficace nella stragrande maggioranza dei casi i cui effetti, però, hanno un limite. La malattia in forma grave non si sviluppa nei soggetti già vaccinati che possono, al contrario, ospitare il batterio nel proprio corpo ed infettare altri soggetti". Il virologo sottolinea che, a causa di quanto descritto e, in aggiunta, per colpa delle mancate vaccinazioni, i casi di pertosse sono in crescita e per i bambini molto piccoli la malattia può essere letale. Da qui l'appello a vaccinare le madri in gravidanza, in modo che possano trasmettere i dovuti anticorpi al nascituro che, in caso contrario, diventa estremamente vulnerabile. Il batterio Bordetella pertussis può essere molto pericoloso per la Salute dei bambini fino al primo anno di vita.