Il cantautore genovese francesco baccini è una delle tantissime persone che ha scelto di lasciare una città profondamente amata, ma nei confronti della quale qualsiasi abitante è spesso anche molto critico.

I primi anni di Baccini

Prima di diventare un artista di successo, Baccini ha lavorato in porto - era figlio di un portuale – e conosce la sua città perfettamente: 'Sono nato a pochi metri in linea d’aria da quel ponte in un quartiere come San Teodoro dove la popolazione di portuali era fittissima – spiega il cantante – quel ponte ha sempre fatto un po’ di paura a chiunque,figuriamoci a chi soffre di vertigini.

Era altissimo, gigantesco, lunghissimo e con i limiti di velocità sembrava non finire mai: l’ho fatto migliaia e migliaia di volte. Vivo in macchina, sono sempre in giro: da quando c’è stato il crollo non è la stessa cosa, guardo i viadotti e mi chiedo in che condizioni saranno'.

Baccini raccontò gli Scout di Genova in una canzone

Baccini anni fa scrisse 'Viva gli Scout', una canzone ironica per piano e voce tratta dal suo primo album 'Cartoons' del 1999. Il cantante si trova alla stazione ad aspettare la fidanzata che arriva da Voghera ed è circondato da un gruppo di scout: Gilda scenderà dal treno e non lo troverà perché il cantante nel frattempo ha scelto di unirsi agli scout 'che fischian con le dita, pestano l’ortica e salvano la formica'.

Oggi guarda agli scout, ancora una volta in prima linea e ai pompieri che lavorano incessantemente dal 14 agosto, con commozione: 'Sono eroi, è indiscutibile – dice il cantante – in qualsiasi momento drammatico li abbiamo trovati al nostro fianco senza contare le ore di lavoro e di fatica. Uomini straordinari: genova è una città molto complicata, piena di problemi, non molto fortunata ma con una dignità gigantesca'.

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La dedica sulle note di 'Genova Blues'

In questi giorni Francesco è in tour, non è stato facile salire sul palco dopo il 14 agosto. Ha pubblicato un album lo scorso anno e nonostante anni difficili per la discografia italiana in cui si è soprattutto esibito live alcune delle canzoni di Baccini sono un omaggio delicatissimo alla sua città di origine. È genoano fino al midollo, una passione condivisa con tanti artisti.

La sua 'Genova Blues' è considerata la naturale estensione di 'Genova per Noi', meraviglioso manifesto d’amore per la città scritto da Paolo Conte, astigiano ma ligure d’adozione, e portato al successo da Bruno Lauzi. “Genova Blues” è stato definito l’inno apocrifo del Genoa perché è un chiaro omaggio al red and blue della squadra di radice inglese, il primo club calcistico d’Italia: in realtà si tratta di una dolcissima dichiarazione d’amore a una città molto complessa.

Baccini: 'Genova è una città difficile ma di grande dignità'

Dunque scegliere un brano da dedicare alle vittime e agli sfollati è stato tristemente semplice: 'Ho scelto Genova Blues perché l’ho scritta insieme a Fabrizio De André quando entrambi eravamo genovesi trasferiti a Milano, una situazione condivisa da molti oggi. È un brano che parla del DNA della città, del suo essere a volte chiusa altre sorda, spesso cinica, decisamente mugugnona ma anche molto orgogliosa.

Nelle ultime ore ci siamo sentiti spesso con altri artisti, attori e cantanti che sono nati a Genova e la voglia di fare qualcosa è tanta. Ci sarà uno spettacolo, forse al Teatro Carlo Felice: di sicuro i genovesi, tutti quanti, anche quelli che hanno scelto volontariamente l’esilio, faranno la loro parte'.

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