Sarebbe stato un rapporto consensuale quello tra una ragazzina di 14 anni, originaria del Congo, e un cittadino srilankese di circa 40 anni. L'episodio si è verificato martedì sera a Milano, sulla pista ciclabile che costeggia il Naviglio Martesana. Ne davamo notizia proprio ieri parlando di stupro, ma dai primi risultati delle indagini pare che l'uomo sia innocente.

Il 40enne era stato arrestato

L'adolescente, come si ricorderà, era fuggita da una comunità di minori milanesedella quale è ospite. Aveva deciso di tornare a casa, dai genitori, ma prima di rientrare si era fermata con degli amici proprio nei pressi del Naviglio.

Qui la giovane, dopo aver mangiato qualcosa con la comitiva, sarebbe rimasta sola con il 40enne. All'inizio si pensava che questi fosse un cittadino connazionale della minorenne, mentre si è appurato che sia un cittadino originario dello Sri Lanka.

La ragazzina aveva raccontato, sia ai genitori che agli inquirenti, a cui aveva fornito anche il numero di cellulare del presunto molestatore, come quest'ultimo avesse abusato di lei. I militari hanno quindi ascoltato sia la presunta parte lesa che il presunto stupratore: dal colloquio con la minorenne sarebbe emersa una storia completamente diversa da quella raccontata dalla giovane sino a qualche ora prima in quanto tra i due il rapporto ci sarebbe stato, ma avvenuto in maniera consensuale tra le due parti.

Per il pm di Milano, Francesco Cajani, l'arresto del 40enne non è giustificato e immediatamente dopo le formalità di rito l'autorità giudiziaria ha disposto la scarcerazione del soggetto.

L'uomo aveva ammesso le effusioni con la ragazza

In effetti già nel corso dell'interrogatorio di garanzia, l'uomo aveva ammesso le effusioni con la ragazza.

Il soggetto era anche tra l'altro noto alle Forze dell'Ordine poiché la moglie lo ha denunciato diverse volte per maltrattamenti in famiglia. Lo stesso aveva detto alla consorte che la sera di martedì, il giorno in cui sono avvenuti i fatti qui esposti, sarebbe uscito con degli amici. In realtà, come appurato dalle indagini, lo stesso si trovava con la ragazzina insieme alla sua compagnia di amici.

La clinica non ha riscontrato segni di violenza

A chiarire definitivamente la situazione e la posizione dell'uomo sono stati i risultati degli accertamenti clinici a cui la ragazza è stata sottoposta. Dagli stessi, effettuati dai sanitari della Clinica Mangiagalli del capoluogo lombardo, non sarebbe emerso nessun segno di violenza. Inoltre, il motivo della scarcerazione del 40enne risiede nel fatto che la ragazzina aveva già compiuto i 14 anni di età: il reato di violenza sessuale si configurerebbe infatti quando la vittima ha un'età al di sotto di quella della ragazzina. L'uomo è attualmente tornato a casa dalla sua famiglia.