Comincia ad assumere contorni più chiari la vicenda di Giuseppe Pugliese, il bimbo di soli 9 anni che domenica pomeriggio ha perso la vita dopo un violento scontro con un muretto a secco, nelle campagna di Martina Franca, nel tarantino. Nei momenti immediatamente successivi alla tragedia sembrava confermata la notizia che il piccolo fosse salito in sella alla sua minimoto per fare un giro. In realtà, da quanto emerso in queste ultime ore, il mezzo sul quale il bambino e il cugino di 8 anni sarebbero saliti, era una moto da cross. Per la precisione sempre una due ruote di piccola cilindrata a marca Kawasaki.

Il mezzo parcheggiato in garage

I due bambini hanno quindi voluto fare un giro sul motociclo, che era parcheggiato in garage, nell'abitazione di campagna dove le famiglie stavano trascorrendo l'ultima domenica di agosto. Secondo quanto si apprende dagli investigatori, che in queste ore stanno ascoltando i testimoni della vicenda, alla guida vi era il cuginetto di 8 anni che, con tutta la previdenza del caso, ha indossato il casco di sicurezza. Giuseppe è salito dietro al cugino, ma non indossava il casco. Mentre facevano il giro intorno alla contrada, poco lontano dall'abitazione di campagna, il conducente ha perso il controllo e la moto si è schiantata contro un muretto a secco. L'impatto è stato fatale per il piccolo Giuseppe, che è morto poco dopo in ambulanza, durante il tragitto dal luogo dell'incidente verso l'ospedale.

Attualmente, come si apprende dalla stampa locale, il medico legale dovrà stabilire se effettuare l'autopsia sul corpo del piccolo. La salma si trova attualmente presso l'ospedale "Camberlingo" di Francavilla Fontana, nel brindisino. Il cugino è ricoverato ancora sotto osservazione all'ospedale "Antonio Perrino" di Brindisi.

Indagine per omicidio colposo

Nelle ultime ore la Procura della Repubblica di Taranto ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo contro ignoti. Gli agenti del commissariato di Polizia di Martina Franca, diretti da Francesco Salmieri, e il pm Raffaele Graziano, vogliono vederci chiaro. Innanzitutto c'è da stabilire chi fosse il proprietario della Kawasaki 50, e chi abbia dato ai due bambini l'autorizzazione per usare il motociclo.

Vista la situazione, già delicata di per sé, gli agenti procedono con discrezione. Intanto a Villa Castelli, nel brindisino, paese originario della famiglia della vittima, c'è grande sconcerto per la tragedia, che ha letteralmente sconvolto il piccolo centro della Valle D'Itria.