Ilirjan Tanko era stato condannato ed espulso perché faceva parte della banda che nel 2012 sequestrò Giuseppe Spinelli, il ragioniere di Silvio Berlusconi. Si disse che in quella occasione la banda avesse chiesto all'ex premier un riscatto da 35 milioni di euro. Ora il 38enne albanese Ilirjan Tanko è stato arrestato nuovamente: era in Italia con un documento falso. Tanko è stato fermato dalla polizia stradale per un normale controllo, mentre viaggiava in macchina insieme a suo zio: quest’ultimo è risultato estraneo alla vicenda.

È successo alle 15.30 di lunedì, a Seriate in provincia di Bergamo: Ilirjan Tanko ha presentato alla pattuglia della Stradale un documento falso, lo stesso che aveva usato per rientrare in Italia. La sua vera identità è stata poi scoperta grazie ad alcuni controlli più dettagliati.

Tanko era stato condannato per il sequestro del ragioniere di Berlusconi

Parte della banda che sequestrò Giuseppe Spinelli e sua moglie, il 38enne albanese era stato condannato nel 2014 a quattro anni e quattro mesi, nonché all’espulsione dall’Italia, con l’accusa di sequestro di persona e tentata truffa.

Nelle scorse settimane, aveva fatto rientro in Italia con un documento falso. Al giudice del tribunale di Bergamo, Bianca Maria Bianchi, Tanko ha spiegato anche i motivi per i quali era rientrato in Italia, avvalendosi di un documento falso. Come scrive il Corriere di Bergamo, è stata la mancanza della sua famiglia, che si trova in provincia di Brescia, a far ritornare il 38enne, anche se aveva il divieto di ingresso nel nostro Paese per dieci anni. Il giudice Bianchi ha convalidato l’arresto in carcere per Tanko. Del documento falso se ne ridiscuterà il tre ottobre.

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Cronaca Nera Silvio Berlusconi

Il sequestro del ragioniere e la presunta richiesta di 35 milioni di euro a Berlusconi

Era il quindici ottobre del 2012, quando una banda di malviventi composta da un italiano e tre albanesi hanno sequestrato Giuseppe Spinelli insieme alla moglie nella loro villa di Bresso, nella città metropolitana di Milano. Il sequestro è durato undici ore. Durante quelle ore, si disse che i sequestratori avessero chiesto a Berlusconi un riscatto di trentacinque milioni di euro, in cambio di alcuni fantomatici documenti in loro possesso, spacciati come prove rilevanti del Lodo Mondadori.

Successivamente Spinelli e sua moglie vennero liberati. Inoltre, risultò falsa l'esistenza dei documenti in questione.

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