Stando a quanto riportato dal 'Secolo XIX', in fase di costruzione del Ponte Morandi di Genova sarebbero stati utilizzati negli stralli meno cavi rispetto a quelli previsti nel progetto. Ma non finisce qua, perché secondo il quotidiano storico genovese mancherebbero anche le guaine protettive dei cavi, che avrebbero poi comportato un deterioramento totale di determinati punti degli stralli. Per tale ragione, la Procura di Genova sostiene che fra il progetto originario e quello poi realizzato ci sarebbero una serie di differenze rilevanti e sostanziali.

Ponte Morandi: le ipotesi di due ingegneri

Queste differenze negli stralli sarebbero stati determinanti poi per la caduta del Ponte Morandi [VIDEO] che ha provocato la morte di ben 43 persone.

L'inchiesta sull'accaduto del 14 agosto può dunque far conto sul lavoro di due ingegneri periti della Procura, Renato Buratti e Piergiorgio Malerba. Sono stati proprio i due a fare pervenire alla Procura di Genova un report completo e dettagliato con tutte le differenze fra quelli che dovevano essere i materiali usati e quelli che in realtà sono stati adoperati nell'infrastruttura.

L'ipotesi formulata dai due ingegneri era già stata esposta dalla stessa Autostrade per l'Italia, la quale adesso dovrà spiegare come mai, pur essendo a conoscenza delle differenze con il progetto reale, non è mai intervenuta per garantire la sicurezza degli automobilisti. Il lavoro di Renato Buratti e Piorgiorgio Malerba è stato svolto esaminando le macerie del disastro raccolte nei pressi di via Perlasca, vicina al Ponte Morandi.

La procura indaga sul crollo

Lo studio dei resti del ponte verrà approfondito anche dalla Procura di Genova, in particolare dai tre Pm: Massimo Terrile, Paolo D’Ovidio e Walter Cotugno. Nelle indagini sarà, inoltre, fondamentale la collaborazione della Guardia di Finanza. I primi controlli effettuati dalle autorità confermerebbero proprio la versione di Piorgiorgio Malerba e Renato Buratti poiché sarebbero stati trovati "difetti strutturali evidenti [VIDEO]" oltre al rilevamento di una serie di materiali usati in maniera differente da quella del progetto. Ovviamente si tratta dei primi accertamenti e di ipotesi che dovranno essere approfondite da chi di dovere nelle prossime settimane. L'inchiesta sul crollo del Ponte Morandi di Genova non dovrebbe concludersi comunque (logicamente n.dr. ) nel giro di pochi mesi.