La scorsa settimana un gruppo di scienziati ha pubblicato i risultati di uno studio multidisciplinare, dimostrando che il vulcano islandese Katla rilascia più CO2 di tutti i vulcani sulla terra, a eccezione di altri due. Le emissioni di CO2 sono troppo grandi per essere giustificate con la normale attività geotermica e devono provenire dalla camera magmatica sotto il vulcano. La sua ultima eruzione risale al 1918.

Le diverse interpretazioni

È troppo presto per affermare che le enormi emissioni di CO2 registrate sul vulcano Katla possano essere un'indicazione di un'eruzione imminente: questa è l'opinione dei geologi e dei geofisici dell'Università dell'Islanda che hanno studiato attentamente il vulcano negli ultimi mesi.

È possibile che queste emissioni siano normali e quindi non siano un'indicazione che il vulcano abbia cambiato il suo comportamento nell'ultimo periodo. Il Katla potrebbe fungere da punto di scarico per i gas rilasciati in profondità dal ramo meridionale della Dorsale Medio Atlantica che passa al di sotto della montagna. Le emissioni sono state interpretate da molti come un segno che il Katla si stia preparando per un'eruzione. Gli ultimi anni hanno anche registrato diversi importanti episodi sismici nel vulcano, tutti indizi che indicano il movimento di magma dal mantello fino alla camera magmatica del vulcano. Il gigantesco vulcano, che ha eruttato storicamente in media una volta ogni 60-80 anni, è "in ritardo" per una prossima esplosione: L'ultima è stata nel 1918.

L'opinione del vulcanologo

Magnús Tumi Guðmundsson, professore di geofisica all'Università dell'Islanda, afferma che è troppo presto per dire se le emissioni di CO2 siano un'indicazione di ripresa dell'attività vulcanica. Sottolinea come siano necessarie ulteriori ricerche per capire se le emissioni siano in aumento o se facciano parte del normale "respiro" del vulcano.

È da troppo poco tempo che vengono misurate le emissioni gassose e manca ancora la possibilità di verificarne i cambiamenti rispetto al passato. I recenti risultati mostrano che conosciamo ancora molto poco il Katla e che sono necessarie ulteriori ricerche per comprenderne il comportamento e fare le giuste valutazioni per le previsioni di rischio.

La storia del vulcano

Il Katla è un grande vulcano sub-glaciale che si trova nel sud dell'Islanda e nei pressi di un ramo della Dorsale Medio Atlantica che separa la Placca Euroasiatica da quella Nordamericana. Lungo la dorsale il magma risale dal mantello terrestre ed alimenta grandi eruzioni di lave basaltiche che contribuiscono alla creazione di nuova crosta terrestre. Il Katla è stato la sede di alcune tra le più grandi eruzioni di epoca storica dell'isola, tra le quali quella che ha formato, nell'anno 934 circa, l'immenso canyon vulcanico chiamato Eldgjá.

Si trova ad est del famoso vulcano Eyjafjallajökull (più correttamente chiamato Eyjafjöll) la cui eruzione nel 2010 ha paralizzato per settimane i collegamenti aerei di tutto il continente europeo a causa delle sue ceneri.

Uno dei maggiori pericoli in caso di eruzione del vulcano è la presenza del ghiacciaio Mýrdalsjökull che ricopre interamente la caldera sommitale. L'interazione tra la lava e il ghiaccio amplifica le caratteristiche esplosive delle sue eruzioni e provoca gli jökulhlaup, alluvioni di acqua miste a ghiaccio e materiale vulcanico che in poche ore raggiungono il mare distruggendo qualsiasi cosa lungo il loro percorso. Il Katla emette ogni giorno tra le diecimila e le ventimila tonnellate di CO2 che in un anno equivalgono a valori compresi tra le 350mila e le 700mila tonnellate, circa il 15-30% delle emissioni totali dei vulcani islandesi, circa 2 milioni di tonnellate all'anno.