La comunità italiana in Germania, ma non solo quella, visto che ad essere interessati dalla nuova legge tedesca sono tutti i cittadini dell’Ue residenti nel Paese, è terrorizzata. Chi non vive da almeno 5 anni in territorio tedesco, non possiede una assicurazione sanitaria, non ha al momento un lavoro e non dimostra nemmeno di cercarlo, rischia di essere espulso in maniera coatta. A cambiare da un momento all’altro la vita di migliaia di persone è una semplice lettera che, se recapitata, concede al destinatario solo 15 giorni di tempo per regolarizzare la sua posizione con le autorità teutoniche.

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In pratica, o ci si trova subito un lavoro, oppure si deve dimostrare senza ombra di dubbio di stare facendo di tutto per cercarlo. A far emergere la drammatica vicenda è stato il programma Cosmo, in onda in lingua italiana su Radio Colonia. Le testimonianze raccolte dall’autrice del pezzo sono sconcertanti.

I particolari della nuova legge tedesca

La denominazione tecnica della legge che ha complicato maledettamente la vita degli italiani in Germania è BGBI. IS. 2780.

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Dietro a questa sigla si cela l’intenzione delle autorità tedesche di espellere dal Paese, anche in maniera coatta se necessario, tutti quegli stranieri, compresi i cittadini dell’Ue, che sono disoccupati e che usufruiscono di sussidi. La legge entrata in vigore nel 2017 stabilisce, infatti, che i tempi di permanenza nel Paese utili ad ottenere gli aiuti di Stato passino dagli attuali tre mesi a 5 anni.

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Insomma, chi non dispone di mezzi di sussistenza sufficienti e di una assicurazione sanitaria non ha più libertà di soggiorno nel territorio federale. Addio Schengen, dunque, il trattato sulla libera circolazione degli europei, equiparati a migranti di qualsiasi nazionalità.

L’inchiesta di Cosmo

Secondo quanto racconta un’inchiesta di Luciana Mella, trasmessa su Radio Colonia il 19 settembre scorso durante la trasmissione in lingua italiana Cosmo, sarebbero già moltissimi i casi di cittadini italiani residenti in Germania che, negli ultimi mesi, si sono visti recapitare a casa una lettera inviata dai Centri per l’impiego, oppure dagli Uffici per stranieri.

Nella missiva si parla di una possibile espulsione del soggetto interessato entro 15 giorni dal ricevimento della stessa. L’unico modo per evitare di essere cacciati è quello di trovarsi un lavoro in tempi brevissimi, oppure riuscire a dimostrare di cercarlo in maniera assidua.

Le testimonianze drammatiche degli italiani di Germania

La prima ad offrire la sua testimonianza ai microfoni di Cosmo è una giovane donna, Anna, che racconta di lavorare da anni in Germania.

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Nel 2017, rimasta incinta, si è presa un periodo di riposo. Nel gennaio si è separata dal compagno e si è successivamente recata in un Centro per l’impiego per chiedere un sussidio sociale. Dopo tre mesi dalla richiesta è stata convocata dall’Ufficio per gli immigrati del Comune di residenza, dove le è stato comunicato che aveva 15 giorni di tempo per trovare un impiego, altrimenti avrebbe ricevuto una lettera che la obbligava al rimpatrio, con tanto di viaggio pagato per lei e le sue figlie.

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Ma la giornalista racconta che sono molteplici i casi di italiani che hanno ricevuto la stessa comunicazione. A confermare la versione di Cosmo è anche Anna Mastrogiacomo, responsabile di un patronato nel lander del Baden-Wuttenberg. A conti fatti, sembra che le lettere con minaccia di espulsione nei confronti degli italiani siano già centinaia, soprattutto nella regione del Nord Reno-Westfalia.

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